Mission: Impossible — The Final Reckoning: The End of an Era
17.06.2025 Giacomo e Roberto
Mission: Impossible — The Final Reckoning: The End of an Era
17.06.2025 Giacomo e Roberto

Ethan Hunt (Tom Cruise) in una scena di Mission: Impossible — The Final Reckoning (C. McQuarrie, 2025)
Jack’s Top 3:
- Azione over the top.
- La morte di Luther.
- Il finale. Immenso.
Jack’s Flop 3:
- Troppo lungo.
- Troppi flashback.
- Grace che fa apprezzamenti ai capelli atroci di Hunt.
Sequel di Mission: Impossible — Dead Reckoning (2023), Mission: Impossible — The Final Reckoning è l’ottavo e ultimo film del franchise. Ethan Hunt (Tom Cruise) e la sua squadra continuano la loro lotta contro la potente IA, nota come l’Entità, infiltratasi in tutti sistemi informatici, garantendosi il controllo totale sulla diffusione delle informazioni nel mondo e soprattutto sugli arsenali nucleari delle potenze terrestri. Ad Hunt, Luther (Ving Rhames) e Benji (Simon Pegg) si uniscono Grace (Hayley Atwell), Paris (Pom Klementieff) e Degas (Greg Tarzan Davis) tutti conosciuti nel capitolo precedente e tutti determinati ad aiutare Hunt a rintracciare l’Entità e sopprimerla. Ad ostacolarli ci sono tutti coloro che preferirebbero controllare l’entità, invece che distruggerla, incluso il governo degli Stati Uniti d’America e Gabriel (Esai Morales), ex messaggero dell’Entità che dopo essere stato ripudiato a seguito del suo fallimento nel recuperare la chiave cruciforme in Mission: Impossible — Dead Reckoning (2023), decide di vendicarsi prendendone il controllo. Mission: Impossible — The Final Reckoning si sofferma sui ricordi di un franchise di quasi trent’anni, risultando fortemente autoreferenziale e celebrativo per gran parte, fino al limite va ammesso: alcuni flashback sono tremendamente invadenti. Ciononostante, le idee basilari, il significato quintessenziale di Ethan Hunt come personaggio, rimangono. In quest’ultimo capitolo manca lo spionaggio, ma McQuarrie compensa accentuando l’assurdità delle scene d’azione, che sono spettacolari e lasciano senza fiato, quasi nel vero senso della parola durante il recupero del Podkova contenuto all’interno della sfera del sottomarino russo Sevastopol, in fondo al Mare di Bering. Ho adorato che Tom Cruise distrugga l’IA che minaccia la creatività umana, dopo tutti gli estenuanti avvertimenti lanciati durante il film sul potere illimitato dell’Entità, trasmettendo l’idea che Ethan Hunt sia così folle che nessun algoritmo potrebbe mai prevedere il suo comportamento. Dopo *Top Gun: Maverick* (2022), con gli ultimi due capitoli del franchise di Mission: Impossible, Tom Cruise continua la sua battaglia contro la tecnologia attestando i protagonisti da lui interpretati come pinnacolo di un’umanità che sarà sempre migliore e più giusta delle macchine, in accordo con il culto di Scientology. Caotico con tutte le sue stranezze e i momenti massimalisti ultra stravaganti, Mission: Impossible — The Final Reckoning riesce anche ad essere commovente, soprattutto nella seconda parte. I capitoli finali di franchise come questo mi rattristano sempre: è deprimente non poter più vedere Ethan Hunt saltare da qualche altezza impensabile, appendersi a un aereo in volo o rubare il cuore di qualche donzella. Ma questo grandioso finale allevia un po’ la tristezza. Un addio pazzesco per una serie cult. Non sarà di certo il miglior capitolo del franchise, ciononostante vi riempirà altrettanto le vene di azione e gli occhi di lacrime fino all’ultimo. “Our lives are not defined by any one action. Our lives are the sum of our choices.”
메타데이터
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