Cantieri, incentivi e vincoli paesaggistici: le nuove regole operative per le imprese
Questa settimana analizziamo tre novità che incidono direttamente sull’operatività delle imprese. Con l’arrivo dell’estate, le ASL…

Cantieri, incentivi e vincoli paesaggistici: le nuove regole operative per le imprese
Questa settimana analizziamo tre novità che incidono direttamente sull’operatività delle imprese. Con l’arrivo dell’estate, le ASL rafforzano i controlli nei cantieri stradali esposti al rischio calore, mentre il GSE riapre il portale del Conto Termico 3.0 introducendo nuove regole per l’accesso agli incentivi. In chiusura, facciamo il punto sulle modifiche al regime paesaggistico per alcuni interventi di edilizia libera, con semplificazioni che possono ridurre tempi e passaggi autorizzativi.
Calore nei cantieri stradali: scattano i Piani Mirati ASL
Con l’arrivo della stagione estiva, la tutela della salute dei lavoratori esposti alle temperature estreme torna al centro delle agende degli organi di vigilanza. Quest’anno, la strategia della sanità pubblica compie un netto salto di qualità attraverso l’attivazione dei Piani Mirati di Prevenzione (PMP) regionali.
Nel mirino delle ASL e delle ATS territoriali ci sono, in prima linea, le imprese che si occupano di costruzione di strade e autostrade (Codice ATECO 42.11). Per queste realtà, caratterizzate da un rischio intrinseco altissimo, l’adesione alle direttive non è più un’opzione flessibile: chi ignora l’invito istituzionale o non adegua i propri standard di sicurezza verrà inserito in specifici elenchi attenzionati e andrà incontro a ispezioni immediate in cantiere.
Il funzionamento del Piano Mirato di Prevenzione scardina il vecchio modello ispettivo “a sorpresa”, proponendo un percorso collaborativo a due fasi che penalizza severamente chi decide di non partecipare.
Nella prima fase, prettamente assistenziale, le ASL convocano le imprese del settore stradale a incontri formativi e trasmettono loro schede di autovalutazione e liste di controllo. In questo momento l’ente pubblico offre gli strumenti per verificare la conformità aziendale rispetto alle recenti “Linee di indirizzo per la protezione dei lavoratori dal calore e dalla radiazione solare” approvate dalla Conferenza delle Regioni.
La seconda fase è quella del monitoraggio e della vigilanza. Le ASL incrociano i database delle notifiche preliminari dei cantieri e i codici ATECO per verificare chi ha risposto all’appello. Le aziende che decidono di ignorare l’invito, che non restituiscono la scheda di autovalutazione compilata o che non dimostrano un reale aggiornamento delle misure preventive nel proprio Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), entrano automaticamente in una “lista nera” a priorità ispettiva. Nei loro confronti, i tecnici della prevenzione (SPSAL) attiveranno controlli diretti nei cantieri stradali per verificare la presenza di violazioni del D.Lgs. 81/08.
L’attenzione scientifica e normativa sul codice ATECO 42.11 è giustificata dalle particolari condizioni operative dei cantieri stradali. Gli operatori, infatti, subiscono un’esposizione cumulativa in cui le alte temperature ambientali e la radiazione solare diretta si sommano al forte calore radiante proveniente dal bitume e dai conglomerati bituminosi in fase di stesa, i quali superano abitualmente i 150°C.
L’adeguamento del DVR richiesto dal Piano prevede l’adozione di soluzioni concrete e immediate:
• Misure organizzative: rimodulazione degli orari di lavoro (es. turni anticipati all’alba), interruzione delle attività nelle ore centrali e rotazione del personale.
• Misure logistiche: allestimento di aree ombreggiate per le pause, fornitura costante di acqua fresca e integratori, e monitoraggio reciproco dei sintomi di malessere.
La mancata implementazione di queste procedure comporta sanzioni penali e amministrative legate all’articolo 28 del Testo Unico sulla Sicurezza. Per le aziende, l’implementazione di queste tutele, non trova ostacoli nemmeno sul piano della continuità aziendale o economica: l’INPS e l’INAIL confermano stabilmente la possibilità di richiedere la Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria quando il termometro supera i 35°C, o anche a temperature inferiori in presenza di lavorazioni particolari come, appunto, la stesura del manto stradale.
Riapertura del Conto Termico 3.0: le nuove regole del GSE per l’accesso agli incentivi
Dopo cinque settimane di blocco precauzionale, il portale del Conto Termico 3.0 gestito dal GSE torna ufficialmente operativo. La notizia, confermata dai vertici del Gestore dei Servizi Energetici, mette fine al periodo di stallo iniziato lo scorso 3 marzo, quando l’inatteso boom di richieste aveva spinto la struttura tecnica a congelare la piattaforma. La ripartenza rappresenta lo sblocco di un mercato fondamentale per la riqualificazione e l’efficientamento del patrimonio immobiliare, ma introduce regole d’ingaggio ben precise che è necessario presidiare per non perdere le agevolazioni.
La sospensione temporanea era scattata a causa di un vero e proprio assalto al portale, che in pochissimi giorni aveva registrato istanze per un valore complessivo di ben 1.298 milioni di euro. A far saltare il banco è stata soprattutto la misura ad altissima intensità d’aiuto riservata ai piccoli Comuni (sotto i 15mila abitanti), che permetteva di coprire fino al 100% delle spese per la riqualificazione energetica degli edifici della Pubblica Amministrazione.
Il GSE ha dovuto quindi fermare i flussi per analizzare l’impatto pluriennale delle domande sulle annualità contabili. La buona notizia è che lo stanziamento ordinario non è stato intaccato: restano pienamente confermati i 900 milioni di euro annui, suddivisi in 500 milioni per i soggetti privati (cittadini e imprese) e 400 milioni per le Pubbliche Amministrazioni.
Con la riapertura del portale, l’invio delle istanze sarà consentito esclusivamente in accesso diretto. Questo significa che le domande potranno essere inoltrare solo a lavori terminati ed entro la scadenza perentoria di 90 giorni dalla data di fine cantiere.
Resta invece provvisoriamente sospesa la modalità di prenotazione dei fondi. Questa opzione, tradizionalmente concessa alle Pubbliche Amministrazioni e agli Enti del Terzo Settore per opzionare gli incentivi prima di avviare le opere, non sarà utilizzabile in questa fase di ripartenza. Si tratta di una misura di cautela mirata a impedire che grandi progetti ancora sulla carta possano saturare preventivamente le risorse a disposizione dei privati.
Consapevole del disagio arrecato a chi ha terminato i lavori durante il mese di chiusura della piattaforma, il GSE ha varato un meccanismo di salvaguardia per non penalizzare nessuno:
• Proroga straordinaria: Viene concessa una dilazione temporale di 40 giorni per la presentazione delle domande la cui scadenza naturale di 90 giorni coincideva con il periodo di blocco del portale.
• Gestione transitoria: La proroga si applica anche ai cantieri completati in una finestra temporale strategica. Per queste specifiche pratiche, in fase di compilazione, i tecnici dovranno far coincidere la “Data di conclusione dell’intervento” con quella stessa di trasmissione della domanda, aggirando così il blocco telematico del sistema.
Per le imprese intenzionate a investire sulle proprie strutture produttive resta attiva la funzione di valutazione preliminare, fondamentale per verificare la fattibilità dell’incentivo prima del cantiere. Inoltre, per la scelta delle tecnologie (pompe di calore, sistemi ibridi e solare termico) si potrà fare affidamento sul nuovo catalogo degli apparecchi pre-qualificati rilasciato dal GSE, uno strumento indispensabile per selezionare macchinari che garantiscano il rispetto automatico dei requisiti minimi di efficienza ed emissioni richiesti dal decreto.
Vincoli paesaggistici: dal 27 maggio cambiano le regole per l’edilizia libera
Il quadro normativo che regola i rapporti tra la realizzazione di piccoli interventi edilizi e la tutela del territorio si appresta a cambiare. Il prossimo 27 maggio entrerà infatti ufficialmente in vigore il D.P.R. n. 73/2026, un provvedimento che modifica in modo sostanziale il regolamento sull’autorizzazione paesaggistica semplificata (D.P.R. 31/2017). L’obiettivo della riforma è lo snellimento delle procedure burocratiche per tutti quegli interventi di entità minore che, pur rientrando nel regime dell’edilizia libera, rischiavano di subire pesanti rallentamenti a causa della presenza di vincoli ambientali e culturali sul territorio.
Fino ad oggi, la qualifica di “edilizia libera” sul piano urbanistico non garantiva un canale preferenziale immediato se l’immobile o il terreno ricadeva in un’area soggetta a tutela paesaggistica. La novità principale del nuovo decreto consiste proprio nell’ampliamento dell’Allegato A del regolamento, ovvero l’elenco ufficiale dei lavori completamente esenti dall’obbligo di richiedere il preventivo nulla osta alla Soprintendenza.
La semplificazione si concentra con decisione sul settore delle strutture ricettive e degli allestimenti all’aperto. Tra le opere d’ora in poi escluse dal controllo paesaggistico rientra l’installazione, da parte dei gestori di campeggi o villaggi turistici, di strutture mobili come case prefabbricate su ruote, caravan e mezzi di soggiorno stanziale. La condizione fondamentale per l’esenzione è che tali manufatti non alterino permanentemente lo stato dei luoghi, siano posizionati in strutture già conformi e non comportino volumetrie fisse in muratura.
Oltre alle esclusioni totali, il decreto interviene anche sull’Allegato B, lo strumento che disciplina l’autorizzazione paesaggistica in modalità semplificata. All’interno di questo elenco vengono ricollocate diverse tipologie di opere minori relative a infrastrutture a rete, pertinenze e modifiche di lieve entità, che in precedenza erano soggette all’iter ordinario.
Il passaggio alla procedura semplificata garantisce un accorciamento drastico dei tempi di gestione delle pratiche. Le amministrazioni locali e le Soprintendenze dovranno esaminare la documentazione tecnica attraverso un canale accelerato, riducendo l’attesa per l’efficacia del titolo abilitativo.
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