Superficiale o profondo: il caso Fedez e il peso delle scelte pubbliche
Molte persone sono rimaste sorprese dal recente comportamento di Fedez. Il rapper non solo ha partecipato a una convention di Forza Italia…

Superficiale o profondo: il caso Fedez e il peso delle scelte pubbliche
Molte persone sono rimaste sorprese dal recente comportamento di Fedez. Il rapper non solo ha partecipato a una convention di Forza Italia, ma ha anche invitato nel suo podcast il senatore Maurizio Gasparri e Giuseppe Cruciani, noto per le sue posizioni conservatrici e per la trasmissione radiofonica “La Zanzara”.
Fin qui, tutto legittimo. Ma poi Fedez si è lamentato del fatto che in molti vedano queste mosse come un segnale di virata politica. È davvero così assurdo pensarlo?
Vale la pena ricordare un episodio avvenuto anni fa, quando Maurizio Gasparri insultò pubblicamente una fan minorenne di Fedez su Twitter, consigliandole di “fare una dieta”. Una frase violenta, detta con leggerezza, rivolta a una ragazza che aveva semplicemente espresso la propria ammirazione per un artista. Fedez, all’epoca, reagì offrendosi di sostenere le spese legali della ragazza qualora avesse voluto denunciare Gasparri.
Perché lo fece? Perché era così grave ciò che disse Gasparri?
Sembra quasi una domanda banale, ma non lo è. È necessario chiarirlo: un adulto che prende di mira una minorenne per il suo aspetto fisico commette un atto irresponsabile. Se poi quell’adulto è anche un rappresentante delle istituzioni, la questione cambia di scala. Le parole di chi ricopre un ruolo pubblico non sono mai neutre. In quel momento, Gasparri non parlava da semplice cittadino: parlava da senatore della Repubblica.
E questo ci riguarda tutti. Anche se non lo abbiamo votato, Gasparri ci rappresentava. Le istituzioni democratiche funzionano così: chi le abita, le incarna. Le sue parole sono cariche di significato politico, etico e culturale.
Un uomo che attacca così una minorenne avrebbe dovuto dimettersi. Non perché glielo imponga la legge, ma per rispetto del ruolo che ricopre e del danno che ha causato. E se non si fosse dimesso, qualcuno avrebbe dovuto chiederne conto, con forza. Ma non è successo.
Ed è qui che arriviamo al punto: quando Fedez ora ci dice che sta semplicemente facendo “chiacchierate amichevoli” nel suo podcast, ci chiede di ignorare il peso di ciò che mette in scena. Ma non si può ignorare.
Se voglio una chiacchierata amichevole, la faccio al bar con i miei amici, non in uno studio pieno di microfoni, telecamere, sponsor e visibilità. Un podcast, per quanto informale, è un atto pubblico. E se si scelgono certi interlocutori, si scelgono anche le cornici, le implicazioni, le conseguenze.
Oggi sembra che il vero spartiacque non sia più tra destra e sinistra, ma tra due approcci alla realtà: superficiale o profondo. E purtroppo, il primo non è soltanto maggioritario: è diventato egemone.
Ma la superficialità, soprattutto quando si traveste da neutralità, è il vero problema. È ciò che ci fa dimenticare, banalizzare, relativizzare tutto. Anche ciò che non andrebbe mai dimenticato.
메타데이터
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