🎎 Katana #20
Katane virtuali per giornali sul pezzo

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Katane virtuali per giornali sul pezzo
L’argomento di questo piovoso weekend appena concluso, sui giornali che contano, è stato più di ogni altro la **vicenda delle due ragazze americane che hanno denunciato per violenza sessuale due carabinieri di Firenze. Brutta storia, che per come è stata trattata è diventata — c’era da aspettarselo — una specie di controparte degli stupri di Rimini, con gli attori che qui si scambiano i ruoli. Il condizionale usato nei titoli, le non-molto-velate supposizioni complottistiche e la fake news sull’assicurazione anti-stupro, hanno fatto presto capire chi sta da che parte. La nota webstar Matteo Salvini ha svelato un meccanismo di difesa [impeccabile](https://www.facebook.com/salviniofficial/posts/10155125036583155/): invito a non generalizzare sui carabinieri e molti dubbi sui fatti accaduti=l’esatto opposto di quanto detto riguardo l’altro caso di cronaca citato. Il sindaco Dario Nardella ha inoltre chiarito che, ok, le violenze sessuali sono una brutta cosa, ma [fate basta di drogarvi nella città di Dante](http://www.ilpost.it/2017/09/10/nardella-firenze-studenti-americani/)**. Tutto questo, oltre che deprimente, è stato decisamente prevedibile; così, visto che sul caso Firenze si è già detto fin troppo, e che noi non siamo un giornale che conta, passiamo a questioni più frivole.
L’argomento del nostro piovoso weekend è stato il non-funzionamento del nostro sito web a causa di ragioni cyberburocratiche sul dominio e altre cose poco interessanti. Avevamo degli articoli freschi da pubblicare e abbiamo dovuto bloccare tutto, purtroppo per voi. Il nostro magico direttore ha comunque risolto il problema e in settimana recupereremo tutto quello che vi siete persi.
Ora, come sintetizzare queste due questioni egualmente importanti? Semplice; leggendo i sempre illuminanti articoli de Il Giornale e Libero sui nostri eroi delle forze dell’ordine, ho scoperto che in fondo noi e quelli-che-contano abbiamo avuto per qualche giorno una cosa in comune:
Esatto! Il sito di Libero è stato in down per quasi 24 ore, anche se — a differenza nostra — qui si è trattato dell’attacco di **uno o più hacker**. La ragione, stando al direttore-web Pietro Senaldi, sarebbe questa: “La verità è che vogliono ucciderci, perché siamo l’unico giornale italiano controcorrente, a dire la verità e stare dalla parte dei cittadini”. Lasciamo a voi la libera interpretazione di questa dichiarazione augurandovi un buon lunedì. Siamo tornati.
메타데이터
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