Il miracolo della lievitazione: il pane torsadé
Ovvero come con solo 3 ingredienti si può dar vita al pane.
Il miracolo della lievitazione: il pane torsadé
Ovvero come con solo 3 ingredienti si può dar vita al pane.
Starete già pensando: ‘col poco tempo che ho, metto a fare anche il pane adesso?’. E io vi chiedo: perchè no? Impastare dando vita alle cose è un esercizio di rilassamento che da molta soddisfazione.
L’unione di tre ingredienti, acqua, farina e lievito da vita (è proprio il caso di dirlo) ad una massa morbida che si presta ad essere lavorata in diverse forme, e infine cotta, per creare le meraviglie che tutti noi conosciamo. Ed è proprio il lievito che gioca il ruolo centrale in questo processo, un fungo microscopico che oltre a possedere proprietà alimentari benefiche (ricco di vitamina B) è capace di far lievitare gli impasti grazie alla produzione di anidride carbonica.
Cominciamo a pensare al lievito come ad un essere vivente che va preservato e trattato con cura, aiutato nel processo di lievitazione, sciolto in acqua tiepida (quello fresco) e tenuto lontano dal sale (almeno al principio). Unito all’impasto va tenuto in un ambiente caldo, ma non troppo, che possa aiutarlo a farlo crescere, anche a più riprese. Vedrete che questa consapevolezza vi aituerà nella creazione di nuove ricette.
Come ad esempio la ricetta di cui vogliamo parlarvi oggi: il pane torsadé.

Pane torsadé o pane attorcigliato
A differenza della classica ciabatta, questo tipo di pane si avvita su se stesso per dare sostegno alla sua struttura. Le prime volte che si lavora potrebbe risultare difficile effettuare l’avvitamento, ma con la pratica e l’esperienza si migliora. Ad ogni modo, nonostante la forma possa essere non perfetta, la qualità del pane sarà ottima.
Segue la ricetta per il classico filone:
- 250gr farina 0
- 270ml acqua tiepida
- 12gr lievito fresco
- 1 cucchiaino di zucchero
- 1/2 cucchiaino di sale
Preparazione
Sciogliere il lievito in un piccolo recipiente con poca acqua tiepida, circa 20ml. Quindi mettete all’interno di una ciotola, o su una spianatoia, la farina e lo zucchero, andando a formare una fontana. Versate quindi l’acqua a filo e iniziare ad impastare con una forchetta. Non utilizzate le mani e continuate ad impastare velocemente in modo che tutta la farina sia amalgamata.
Fate attenzione alla quantità di acqua, il consiglio è quello di aggiungerla a filo e regolarvi su quanto la farina ne assorba. Se necessario aggiungerne dell’altra.
Il risultato che dovreste ottenere è quello di una massa compatta né troppo solida né troppo liquida e un po’ appiccicosa. Infine aggiungere il sale e rimescolare.
Fate quindi riposare la massa, cospargendola di farina, 1 o 2 cucchiai, copritela e lasciatela lievitare per 1h e 40min in un luogo caldo. Potete pre riscaldare il forno a 60°C, quindi spegnerlo e riporre la ciotola con la massa coperta al suo interno.
Se dopo 30 minuti circa, la farina messa sopra, avrà formato il cosiddetto cracklé, ovvero delle piccole crepe, allora vuol dire che la lievitazione procede correttamente.
Ora arriva la parte più difficile. Dopo il riposo, utilizzando un tarocco, disponete la massa su una leccarda coperta di carta forno. Con le mani unte di olio, prendete l’impasto e cercate di attorcigliarlo, ovvero date dei giri a ciascuna delle estremità, una paio di giri saranno sufficienti. Fate attenzione perché come detto l’impasto non sarà facilmente lavorabile e non sarà semplice fare gli avvitamenti.
Riscaldate il forno a 240°C e contemporaneamente, portate a ebollizione un pentolino con dell’acqua all’interno. Raggiunta la temperatura, abbassate a 200°C, e disponete al suo interno la leccarda con l’impasto e il pentolino con l’acqua in ebollizione. Fate cuocere per 20 minuti fino a quando non sarà del tutto dorato. Potete verificare la cottura battendo il pane, se il suono è vuoto il torsadé sarà pronto, altrimenti richiederà ancora qualche altro minuto.
Il pentolino con l’acqua in ebollizione creerà umidità all’interno del forno la quale permetterà una cottura mentenendo il pane morbido al suo interno. Nei forni moderni esiste una funzione che consente di creare dell’umidità caricando dell’acqua in un serbatoio esterno.
Buon divertimento!
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