Rockett Love, “Wired For Sound”, recensione
Voto: 78/100, Sergio Grossi
Rockett Love, “Wired For Sound”, recensione
Voto: 78/100, Sergio Grossi

(Pride & Joy Music, 2026)
Un disco che punta dritto al cuore dell’AOR scandinavo, con classe, mestiere e quella scintilla melodica che ormai è il marchio di fabbrica della band.
La quarta prova in studio dei Rockett Love conferma una cosa: questi ragazzi hanno capito perfettamente come si costruisce un album AOR moderno senza perdere l’anima classica.
”Wired For Sound” è un lavoro solido, curato nei dettagli, con una produzione pulita che mette in risalto le armonie vocali e le chitarre, sempre presenti ma mai invadenti.
Il gruppo non cerca di reinventare nulla, e proprio per questo funziona: melodie immediate, ritornelli che si stampano in testa, arrangiamenti eleganti ma energici. Si percepisce una maturità maggiore rispetto ai lavori precedenti: più attenzione alle dinamiche, più equilibrio tra momenti melodici e impatto rock. Le influenze sono quelle che ci si aspetta: Scandinavia doc, tra Treat, Work Of Art e i Giant più radiofonici, ma il risultato non è derivativo. È semplicemente ben fatto.
Non ci sono cadute di tono, non ci sono filler: tutto scorre con naturalezza, come un album pensato per essere ascoltato dall’inizio alla fine. Non rivoluzionerà il genere, ma è uno di quei dischi che fanno bene al cuore degli appassionati.
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- 2026-08-15 10:51:08