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L’isola d’Elba

Napoleone, macchiaioli e paesaggi del Novecento

paola magni · 2021-04-12 14:30 · 0 claps · 7.3 min read
#paesaggi #mare #arte #napoleone #arte-contemporanea
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L’isola d’Elba

Napoleone, macchiaioli e paesaggi del Novecento

Virgilio, ne l’Eneide, cita l’isola d’Elba da cui partirono 300 giovani in aiuto a Enea nella battaglia contro i Rutoli. Tolomeo già in epoca ellenistica scriveva che l’Elba abbondava di materie come il ferro, il marmo, lo zolfo, l’alluminio e il piombo.

L’isola d’Elba fu abitata sin dalla preistoria e, in epoca etrusca, fu utilizzata per la ricchezza di ferro e con i romani per il granito.

Il Vasari scrive che le colonne di granito del Pantheon di Roma — alte 12 metri e con un diametro di un metro e mezzo- , provengono da Seccheto.

Seccheto

Seccheto

La spiaggia di Seccheto si trova nel comune di Campo dell’Elba ed è circondata da lisce scogliere di granito.

interno del pronao

interno del pronao

Infatti il Pantheon è accessibile da un pronao ottastilo formato da file di colonne grigie e rosa.

Napoleone in partenza dall’isola d’Elba, 1825–1849 ca., Servi Giovanni, Museo del Risorgimento, Milano

Napoleone in partenza dall’isola d’Elba, 1825–1849 ca., Servi Giovanni, Museo del Risorgimento, Milano

Secondo il curatore della collezione museale poco o nulla si sa del dipinto

Portoferraio

Portoferraio

e della sua commitenza, se non la collocazione geografica precisa della partenza di Napoleone. Come si può, infatti, notare lo skyline di Portoferraio è dipinto con precisione. Il pittore Giovanni Servi di origine veneziana, fu un pittore che a Milano ottenne una considerevole fama e ricevette la nomina di professore alla cattedra di figura all’Accademia di Brera.

Lo sbarco di Napoleone all’Isola d’Elba, 2014 ca., Luciano Regoli, Pinacoteca Foresiana di Portoferraio

Lo sbarco di Napoleone all’Isola d’Elba, 2014 ca., Luciano Regoli, Pinacoteca Foresiana di Portoferraio

Luciano Regoli è un pittore, ma anche scrittore, musicista e scultore contemporaneo che dagli anni Ottanta vive e lavora all’isola d’Elba. Il suo linguaggio artistico si avvale di una precisa e puntuale definizione del disegno e un realismo seicentesco che miscela in uno stile personale e moderno.

L’artista ha eseguito anche diverse pale d’altare e altre pitture religiose. Tra le sue opere pubbliche vi è lo Sbarco di Napoleone all’Isola d’Elba (1814), per le celebrazioni del bicentenario dell’esilio dell’imperatore sull’isola.

Il dipinto rievoca lo sbarco dell’Imperatore attorniato da ufficiali e da soldati della sua guardia e dal popolo festante. Portoferraio diveniva capitale ,anche in forma dell’esilio napoleonico. E lo stesso Napoleone lasciò all’isola la sua eredità culturale, occupandosi della riorganizzazione delle strade, delle miniere, dell’agricoltura, e della stessa Portoferraio costruendo infrastrutture come il teatro e l’ospedale.

Il Caffè Michelangelo, 1867, Adriano Cecioni, Collezione privata

Il Caffè Michelangelo, 1867, Adriano Cecioni, Collezione privata

Nella seconda metà dell’Ottocento, in Italia, si assiste alla nascita di un linguaggio artistico che si propone come centro di coesione del senso patriottico.

Il nuovo linguaggio pittorico è basato sulla macchia e nasce a Firenze. La critica del tempo definì “macchie” le opere degli artisti aderenti alla corrente descrivendo il senso di incompiutezza delle opere ben lontane dai complessi -e levigati- dipinti accademici.

Lungomare di Antignano, 1894, Giovanni Fattori, Museo Civico Giovanni Fattori, Livorno

Lungomare di Antignano, 1894, Giovanni Fattori, Museo Civico Giovanni Fattori, Livorno

L’artista Giovanni Fattori definisce, invece, la pittura a macchia come la solidità dei corpi di fronte alla luce alla fine di restituire sulla tela tutta l’immediatezza della realtà. I macchiaioli sono antecedenti alla nascita dell’impressionismo francese ed in netto contrasto con questi rappresentano la realtà attraverso la solidità della struttura compositiva.

I nomi delle due correnti -macchiaioli ed impressionisti- furono dati, in modo del tutto dispregiativo dalla critica del tempo. Li accomunava, tuttavia,la volontà di rompere con il passato e con la pittura accademica scegliendo soggetti basati sul realismo e con uno stile che potesse catturare la luce naturale.

Pietro Senno, La spiaggia di Redinoce all’isola d’Elba, Fine ‘800

Pietro Senno, La spiaggia di Redinoce all’isola d’Elba, Fine ‘800

Pietro Senno è nato a Portoferraio nel 1831 e per volere paterno intraprese la carriera militare come ufficiale napoleonico ma dal 1850 si dedicherà solo alla pittura. Studia prima a Firenze e poi a Parigi, ritornato in Italia si dedicherà alla pittura storica e, soprattutto al paesaggio con quello stile tardo romantico che poi si avvicinerà ai macchiaioli.

La spiaggia ora

La spiaggia ora

Significativo il giudizio di Guido Carocci , storico fiorentino: «Nato all’isola d’Elba dove gli ampi orizzonti imprimono nel cuore effetti di albe splendide, di tramonti abbaglianti, di meriggi, di chiari di luna, di cieli plumbei, di tempeste, quasi splendide sinfonie nelle quali il mare mette sempre la sua nota di azzurro, di verde o di glauco, il Senno tradusse mirabilmente nei suoi quadri quella vivacità e molteplicità di verità, di colore cui fin da giovinetto aveva abituato lo sguardo» (cit. Giampaolo Daddi, 1992, Pietro Senno, Edizioni Librarie Belle Arti p. 42)

Marina alla Padulella

Marina alla Padulella

La spiaggia della Padulella, con ciottoli e sabbia bianca, è situata nella costa settentrionale del comune di Portoferraio.

la spiaggia Padulella

la spiaggia Padulella

Il Senno ha voluto rappresentare la costa in ombra per far splendere, quasi in modo accecante la grande roccia bianca che si contrappone alla piccola vela.

Monte Grosso

Monte Grosso

Il Monte calcareo si tuffa nel Tirreno con tutte le sue sfumature dal grigio al rosso per l’introduzione del diaspro. Un dipinto molto più sintetico dei precedenti, dove l’attenzione dell’osservatore può solo percepire l’asprezza della natura.

Monte Grosso

Monte Grosso

Il ponticello a Portoferraio, 1888, Telemaco Signorini, Collezione privata

Il ponticello a Portoferraio, 1888, Telemaco Signorini, Collezione privata

Telemaco Signorini, figlio d’arte, è molto abile nel carpire scene di vita quotidiana restituendoci quasi come in una istantanea l’atmosfera estiva dell’isola e del lavoro degli abitanti. La solidità dell’impianto compositivo, infatti, ci fa percepire la freschezza dell’ombra e la calura, la via polverosa in contrasto con i prati e gli arbusti, la liquidità mobile del canale in cui si riflette l’azzurro cielo estivo.

Poggio all’isola d’Elba, 1888, Telemaco Signorini

Poggio all’isola d’Elba, 1888, Telemaco Signorini

Nel poggio una donna con una giara sorretta dal capo si reca a prendere l’acqua. L’artista indugia nei particolari dei ciottoli, del lastricato rotto, delle scalinate che fuggono fra le case.

Una via di Poggio all’Isola d’Elba,1889,Telemaco Signorini, Collezione privata

Una via di Poggio all’Isola d’Elba,1889,Telemaco Signorini, Collezione privata

Poggio è un piccolo paese arroccato alla base del monte Capanne e. come tanti dell’isola, si distribuiscono a “chiocciola” partendo dalla piazza centrale dove è situata la Chiesa. Molte vie sono lastricate di granito e, per superare i dislivelli, si distribuiscono brevi scalinate.

Bagno penale a Portoferraio,1888–1894 c., Telemaco Signorini, Palazzo Pitti, Firenze

Bagno penale a Portoferraio,1888–1894 c., Telemaco Signorini, Palazzo Pitti, Firenze

Telemaco Signorini realizzò il dipinto rappresentando in modo verista la realtà penitenziale: i visi dei galeotti non vengono evidenziati ma quasi nascosti dall’ombra pesante. La luce viene circoscritta alle spalle degli ispettori e la sua mancanza nella descrizione dell’interno ne esalta la drammaticità.Signorini si avvale ancora di una pittura sintetica che senza l’aiuto del disegno e fa emergere i volumi e la profondità attraverso i contrasti chiaroscurali.

La strutturazione dello spazio che sembra proprio provenire dal Rinascimento a dai maestri del Quattrocento fiorentino, è impiegata per sottolineare lo scarto tra ispettori e guardie sul fondo mentre i carcerati sono disposti in una drammatica sequenza a ridosso del muro.

Scoglio della Paolina, 1911, Llewelyn Lloyd, Collezione privata

Scoglio della Paolina, 1911, Llewelyn Lloyd, Collezione privata

L’artista nasce a Livorno da genitori gallesi. La sua personale estetica si forma, dunque, su quella dei macchiaioli ma viene influenzato anche dalla pittura di Plinio Nomellini che aveva introdotto il divisionismo. La capacità, tipica del divisionismo, è quella di far vibrare il colore nella retina degli occhi dell’osservatore e per Lloyd si trasformò nell’offrire ampi, soleggiati, luminosi paesaggi ricchi di colore ed emozioni.

Scoglio della Paolina

Scoglio della Paolina

PAESAGGIO ELBANO ,1924

PAESAGGIO ELBANO ,1924

Il lirico paesaggio elbano con il tipico casolare ci immerge in una afosa giornata estiva.

Dalla seconda metà degli anni Venti, e fino alla sua scomparsa nel 1949, la pittura di Lloyd non conobbe altre estetiche. Restò completamente estraneo alle avanguardie anche se si nota la sua ammirazione per Cézanne in questo dipinto, in particolare, che ci ricorda gli assolati paesaggi della Francia del sud.

MARCIANA MARINA DALLO SCALO DI S. FRANCESCO, 1930

MARCIANA MARINA DALLO SCALO DI S. FRANCESCO, 1930

Bellissimo scorcio di Marciana anche per l’insolito formato della tela posta in orizzontale -che ci ricorda La Rotonda di Palmieri di Fattori- . Il mare ha spento i riflessi che caratterizzavano la sua pittura influenzata dal divisionismo di Nomellini e si presenta con un profondo blu piatto. Nel contrasto, quindi, le barche ormeggiate accecano con il candore delle prue. Sullo sfondo un quieto grande centro assolato che si stempera nella sabbia della rena. Più in alto la roccia si disperde in radure erbose e, forse, coltivate.

Marciana Marina

Marciana Marina

Spiaggia all’isola d’Elba, Plinio Nomellini, 1927

Spiaggia all’isola d’Elba, Plinio Nomellini, 1927

Plinio Nomellini, artista toscano, sviluppa la sua estetica all’interno del divisionismo non trascurando tuttavia la pittura dei macchiaioli. Verso i primi del Novecento si avvicinerà ai Simbolisti anche per esprimere la sua militanza di anarchico.

Nel corso degli anni Venti nei suoi dipinti si alternano paesaggi in cui le figure sembrano fondersi con lo sfondo e immagini di carattere politico: l’artista, infatti, aderì al fascismo, celebrandolo in maniera più che esplicita.

Isola d’Elba, pomeriggio estivo, Plinio Nomellini, 1935

Isola d’Elba, pomeriggio estivo, Plinio Nomellini, 1935

Un dipinto maturo di Nomellini che mette in luce la sua peculiarità estetica di fondere il paesaggio con animali e persone attraverso il ricorso del divisionismo e, in parte, le lezioni dei macchiaioli. L’esuberanza del colore della vegetazione, della costa e del cielo tende a concentrarsi sul candore del cavallo al centro del dipinto.

Agli inizi degli anni Cinquanta il pittore Silvano Bozzolini e lo scultore Renzo Baraldi conobbero l’isola durante una vacanza in bicicletta e con altri amici artisti fra cui Gonni e Beppe Lieto,raggiunsero la spiaggia di Procchio, dove si accamparono. Fecero amicizia con intellettuali e altri pittori dell’isola e furono conosciuti col nome collettivo di “pittori delle delle dune”.


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