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Raccontare storie per costruire ponti.Essere madre. (7)

Filomena Coronato dell’Associazione “ Donne 99” di Tito racconta.

Mario · 2023-07-21 09:59 · 0 claps · 3.8 min read
#maternità #associazione-donne-99 #tito-potenza
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Raccontare storie per costruire ponti.Essere madre. (7)

Filomena Coronato dell’Associazione “ Donne 99” di Tito racconta.

Mi chiamo Filomena Coronato e a 25 anni mi sono sposata con un ragazzo del mio stesso paese Tito, Michele Oddone. Non dimenticherò mai la gioia di quel giorno. Dopo la cerimonia religiosa, festeggiamo al ristorante “ Le colline “ a Muro Lucano con i parenti e gli amici. Il giorno dopo partimmo per il viaggio di nozze e al ritorno, dopo un mese, scoprii di essere incinta. Quel giorno aspettavo con ansia che Michele rientrasse dal lavoro per dargli la bella notizia : ne fu felicissimo.

Giusy

Giusy

Per motivi di lavoro noi vivevamo a Roma e il periodo della gravidanza non fu facile per me: oltre ad essere sola in una grande città, avevo continue nausee e non stavo bene, e questo continuo malessere è durato per tutti i nove mesi. Anche se ero felice per l’arrivo di un bimbo, allo stesso tempo ero molto preoccupata pensando a come sarebbe nato, poichè a quel tempo non vi erano ecografie per poter verificare se il bambino era sano e cresceva bene. Le preoccupazioni aumentarono quando, al quinto mese, venni a Tito e , forse a causa della stanchezza per il viaggio da Roma, ebbi alcune perdite. Tutto si risolse grazie al riposo e alle cure di mia madre, ma io continuavo ad essere ansiosa. Si sa che durante la gravidanza si è più sensibili a tutto ciò che succede.

Durante la permanenza a Tito, successe un’altro fatto che mi turbò. Un giorno, mentre guardavo in televisione un cartone animato che aveva per protagonista un coniglietto, entrò in casa un’anziana vicina. Subito mi disse: “ Figlia mia, non guardare queste cose perché così può nascere il tuo bambino”. L’ignoranza di quei tempi ! Quelle parole rimasero impresse nella mia mente e, anche se non ci credevo, inizia a preoccuparmi di più.

Il 20 luglio 1974, al termine della gestazione,iniziarono le doglie e fui ricoverata all’ospedale San Giovanni a Roma. Il ginecologo che mi aveva seguito per tutta la gravidanza, proprio in quei giorni era in ferie. E come se non bastasse, non c’erano letti disponibili. Per fortuna mio marito si adoperò per recuperare un materasso e mi sistemai alla meglio. Dopo tre ore dal ricovero nacque Giusy.

Il primo pensiero fu quello di chiedere al dottore se era normale e sana e il medico rispose che era una bellissima bambina sana, di 60 cm ( cosa molto rara). Quando me la fecero vedere tutte le mie preoccupazioni e le mie paure scomparvero e ringraziai Dio per quel dono meraviglioso che mi aveva dato. Non si può descrivere l’emozione di quel momento !

Ritornati a casa, non riuscivo ad allattare e il latte artificiale iniziò a dare problemi alla piccola: mangiava poco, aveva sempre le coliche e non riusciva a dormire né di giorno, né di notte. L’insonnia, purtroppo è durata per ben quattro anni. Giusy dormiva solo se andava in giro in macchina. Io e mio marito eravamo stanchi e stressati, anche perché lui la mattina doveva recarsi al lavoro in caserma e io a scuola ad insegnare. Ringrazio tanto mio marito che in casa mi ha sempre aiutato e ringrazio la mia vicina che alcune volte si prendeva cura della bambina.

Giusy a scuola

Giusy a scuola

Giusy comunque cresceva bene ed era una bambina molto curiosa ed attenta. Frequentava con gioia la scuola materna nello stesso istituto in cui io insegnavo. L’anno successivo però fui assegnata ad un’altra scuola e non potevo più lasciare la bambina all’asilo. Decisi di portarla con me, insegnavo in una prima elementare. Giusy si sedeva all’ultimo banco e seguiva tutte le lezioni, pur avendo cinque anni. Al termine dell’anno scolastico le colleghe e il direttore, vedendo che aveva imparato molto bene, mi suggerirono di farle fare gli esami per passare direttamente in seconda. E così avvenne.

Nel 1981 decidemmo di lasciare Roma e di tornare a Tito per vivere una vita più tranquilla e serena. Giusy ne fu molto felice e subito si ambientò perché a Tito trovò tante amiche con cui giocare. Anche a scuola continuò a studiare con ottimo profitto.

Giusy con i compagni di classe, la prima seduta con il fiocco verde accanto alla mamma maestra.

Giusy con i compagni di classe, la prima seduta con il fiocco verde accanto alla mamma maestra.

Giusy è stata sempre una ragazza molto responsabile e socievole. Con le amiche cantava e suonava nel coro della chiesa ed era interessata a tutte le iniziative che si svolgevano nel paese. Non mi ha dato mai problemi, solo tante soddisfazioni. Come tutti i genitori sono molto orgogliosa di lei.

Si è laureata in ingegneria, si è sposata e vive a Bari. Mi ha reso nonna di una bimba Alessia, che oggi ha 14 anni. Alessia è stato il più bel regalo della mia vita. Con il suo arrivo ho rivissuto la gioia della nascita di mia figlia. Posso affermare con l’esperienza e la maturità che ho oggi che il bene per una figlia è grande, ma quello per una nipote lo è ancora di più. Questo perché da giovani si è immersi nel lavoro e presi dalla vita frenetica, e non si gode a pieno l’amore dei figli. Invece da vecchi si assapora e si gode meglio l’amore per i nipoti.

Tito 21 luglio 2023


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