Una crisi di fiducia nei media
“Manifestazioni di ESTREMA DESTRA”
Una crisi di fiducia nei media
“Manifestazioni di ESTREMA DESTRA”

Una dimostrazione di partecipazione democratica rara, soprattutto se paragonata a ciò che spesso accade in altre manifestazioni politiche.
Eppure, leggendo i principali quotidiani e guardando i notiziari occidentali, si ha l’impressione di trovarsi davanti a tutt’altro scenario: articoli che parlano di “qualche decina di migliaia” di persone, titoli che etichettano i partecipanti come “estrema destra”. Una narrazione che stride con l’evidenza dei numeri e delle immagini.
L’etichetta che delegittima
Definire automaticamente queste manifestazioni come di “estrema destra” è una scelta retorica precisa. Non si tratta di piccoli gruppi ideologizzati: le piazze londinesi sono state riempite da una moltitudine eterogenea di persone comuni, famiglie, giovani, lavoratori. Ridurre tutto a uno slogan politico significa negare la realtà, svuotare il fenomeno della sua natura popolare e trasversale.
L’etichetta “estrema destra” non descrive, ma squalifica: serve a screditare il messaggio, a intimorire chi vi partecipa, a isolare il dissenso. È un marchio che funziona come filtro culturale, perché molti lettori, sentendolo, si fermano senza andare oltre.
Due pesi e due misure
Il paradosso emerge ancora di più se si confronta questa narrazione con quella riservata a manifestazioni di segno opposto. Cortei organizzati da movimenti di sinistra o progressisti ricevono spesso un’attenzione positiva e amplificata, nonostante la partecipazione ridotta e gli episodi di disordini, vandalismi o violenze che li caratterizzano.
Dunque: centinaia di miglia di persone ordinate vengono ridotte a “qualche migliaio di estremisti”, mentre poche migliaia di manifestanti spesso violenti diventano simbolo di “lotta per la giustizia”. Un doppio standard evidente, che mina la credibilità della stampa stessa.
Questa disparità di trattamento non è un dettaglio. È il sintomo di un’informazione che non si limita più a raccontare i fatti, ma li piega a una cornice ideologica. Così facendo, i media non solo tradiscono il loro ruolo, ma rischiano di scavare un solco profondo tra opinione pubblica e informazione ufficiale.
Una crisi di fiducia nei media
Milioni di persone non sono scomparse, non sono invisibili, e soprattutto non sono “estremisti”. Sono cittadini che hanno deciso di manifestare pacificamente e in massa. Ignorarli o distorcerne l’immagine non cancella la loro voce: rende semplicemente più evidente la parzialità di chi racconta.
메타데이터
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