Cento anni del Milite Ignoto
A cura di Abigail Omohwovo Agunu, 1AO
Cento anni del Milite Ignoto
A cura di Abigail Omohwovo Agunu, 1AO
Sono passati 100 anni da quando i resti di un soldato divennero per tutti il monumento al Milite Ignoto o Altare della Patria. Ma analizziamolo a fondo…
Il Milite Ignoto è un militare italiano caduto al fronte durante la prima guerra mondiale e sepolto a Roma al Vittoriano, sotto la statua della dea Roma.
L’idea di onorare una salma sconosciuta risale in Italia al 1920 e fu propugnata dal Generale Giulio Douhet. La prima tomba del milite ignoto, dopo la prima guerra mondiale fu creata in Francia, sotto l’arco di Trionfo a Parigi e in Inghilterra all’abbazia di Westminster per le commemorazioni dell’11 novembre 1920.
Fu scelta una salma per ognuna delle seguenti zone di guerra: Rovereto, Dolomiti, Altipiani, Grappa, Montello, Basso Piave, Cadore, Gorizia, Basso Isonzo, San Michele, tratto da Castagnevizza al mare. Le undici salme, una sola delle quali sarebbe stata tumulata a Roma al Vittoriano, ebbero ricovero, in un primo tempo, a Gorizia. Qui si procedette alla scelta della salma destinata a rappresentare il sacrificio di seicentomila italiani, caduti al fronte.
Il 28 ottobre le 11 bare furono radunate ad Aquileia, dove la signora Maria Maddalena Blasizza in Bergamas, il cui figlio risultò disperso durante la guerra (scelta in rappresentanza di tutte le donne italiane, mamme e spose di soldati dispersi nella Grande Guerra), ebbe il compito di scegliere tra 11 bare quella che sarebbe diventata il Milite Ignoto.
Le altre dieci salme rimaste ad Aquileia furono tumulate nel cimitero di guerra che circonda il tempio romano.
Il 4 novembre 1921, fu deciso che la salma sarebbe stata tumultuata a Roma al Vittoriano. Il viaggio che condusse la salma del Milite Ignoto da Aquileia a Roma nel 1921 è un evento importante nella storia del giovane regno italiano. Le Ferrovie dello Stato ebbero l’onore di effettuare il trasporto grazie ad un convoglio a doppia trazione approntato per l’occasione, composto da ben 17 elementi, che effettuò una lunga e commovente marcia. Il treno viaggiò infatti a velocità moderata, incontrando in ogni località che attraversava l’emozione della gente comune, che salutava il simbolo del sacrificio di un popolo in difesa della Patria.
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