L’Infinito e l’Eterno: perché la fisica moderna e la religione fanno lo stesso errore
Queste mie riflessioni valgono per tutti: sia per chi crede, sia per chi è ateo.
L’Infinito e l’Eterno: perché la fisica moderna e la religione fanno lo stesso errore
Queste mie riflessioni valgono per tutti: sia per chi crede, sia per chi è ateo.
I credenti credono nell’infinito in quanto il loro Dio non ha un’origine. Gli atei, d’altra parte, sono spesso un po’ più confusi. Alcuni pensano che il Big Bang sia l’origine del nostro universo, senza però porsi la domanda fondamentale: come si risolve il principio cardine secondo cui “nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma”?
Altri, per salvarsi in corner, si affidano alla fisica accademica attuale. Questa racconta che l’universo era concentrato in un punto definito “Singolarità Iniziale” (o Spazio-Temporale). Un “luogo” matematico descritto con caratteristiche assurde:
- Volume pari a zero (infinitamente piccolo)
- Densità infinita
- Temperatura infinita
- Curvatura dello spazio-tempo infinita
Diciamoci la verità: questa “Singolarità” è un miracolo laico, un dogma matematico del tutto identico all’idea di un Dio che crea l’universo dal nulla.
Entrambe queste visioni affermano implicitamente che il tempo è eterno, ma evitano la domanda scomoda: cosa c’era prima, se tutto nasce in quel determinato istante? Qui esplode il paradosso. Per i credenti: cosa ha fatto Dio dall’eternità fino a 13,8 miliardi di anni fa? Si girava i pollici? Per gli atei la domanda è speculare: cosa ha innescato il Big Bang proprio 13,8 miliardi di anni fa, dopo un’eternità di niente?
Il problema è che chiamiamo “miracolo” tutto ciò che non sappiamo ancora spiegare con la fisica delle forze reali. Per i primi uomini il fulmine era un miracolo e il sole era un Dio. Poi l’evoluzione culturale, accelerando negli ultimi due secoli, ha trasformato quei miracoli in fenomeni fisici spiegabili.
Nel Settecento in Francia si gridò al miracolo per un uomo a cui sarebbe ricresciuta una gamba amputata. Non so se sia vero, ma le salamandre oggi lo fanno tranquillamente sotto gli occhi della biologia: siamo noi umani che, al momento, non siamo ancora in grado di replicare quel fenomeno.
Lo stesso vale per il 1917 a Fatima, con il celebre “Miracolo del Sole”. Una folla vide il sole ruotare su se stesso in uno squarcio di nuvole dopo una pioggia a dirotto, e si ritrovò con abiti e terreno completamente asciutti in pochi minuti. All’epoca la meteorologia come scienza era ancora ai primi passi; oggi, una serie di ipotesi fisiche e dinamiche atmosferiche possono dare spiegazioni scientifiche concrete a quell’evento energetico.
La conclusione logica ci porta a focalizzare due fatti macroscopici:
- La scienza non sarà mai finita. È l’unica vera semiretta del creato: ha un inizio ma non una fine. Ciò che oggi non riusciamo a spiegare ha, senza ombra di dubbio, un fondamento fisico e meccanico reale, non magico.
- L’eterno e l’infinito esistono, ma sono materiali. Materia, energia e il Plenum (lo spazio fluido e denso) sono sempre esistiti. Non c’è mai stato un “inizio dal nulla”. Sono eterni nel tempo così come lo spazio è infinito nell’estensione.
Questa mi sembra la deduzione più logica, geometrica e concreta a cui la mente umana possa spingersi oggi, senza cedere alle favole della metafisica o ai deliri delle equazioni astratte.
Voi da che parte state? Preferite il miracolo della fede, il miracolo della matematica o la realtà della materia?
메타데이터
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