← Back to list

7 domande ai Blind Revolution

A cura di Sergio Grossi

Rock Per Tutti · 2026-05-22 12:13 · 0 claps · 4.5 min read
#aor #sicilia #blind-revolution #sergio-grossi #intervista
Open on Medium ↗

7 domande ai Blind Revolution

A cura di Sergio Grossi

A pochi mesi dall’uscita di Far From The Sun, la band nella persona di Cristiano Sipione torna a raccontarsi con lucidità e sincerità, ripercorrendo il lavoro in studio, le sfide della promozione e l’evoluzione naturale del proprio sound. Un’occasione per capire da vicino come nasce un disco che unisce tradizione melodic rock e identità personale.

  1. Far From the Sun è uscito da alcuni mesi. Qual è la cosa di cui siete più soddisfatti di questo disco e quale invece vorreste aver curato diversamente con il senno di poi?

Sicuramente siamo molto soddisfatti dell’album nella sua interezza. La canzoni ci convincono ancora oggi, dopo 1.000.000 di ascolti, tra fase di registrazione e ascolti quotidiani odierni. Da un punto di vista prettamente esecutivo, credo sia normale che ogni musicista trovi sempre qualche piccola imperfezione che, col senno di poi, avrebbe corretto. Ma, solitamente, sono cose che solo il diretto interessato sente e il resto del mondo ignora. Quindi, in definitiva, direi che siamo ampiamente soddisfatti. Il disco ci rappresenta abbastanza fedelmente.

  1. Nella mia recensione sono stato un po’ critico sulla promozione ma sincero: come sta andando la nuova collaborazione con l’etichetta? Avete notato differenze concrete rispetto al passato nella visibilità e nella distribuzione?

Il nostro primo album è uscito il 07/02/2020 e un mese dopo il mondo è cambiato radicalmente, a causa della pandemia, ed è diventato una cosa nuova, sotto molti aspetti. Immagino che gli investimenti che si potevano fare allora su una band emergente come la nostra, oggi non sarebbero più sostenibili. Quindi, per rispondere alla tua domanda, sicuramente per il primo album la promozione è stata sin da subito più “spinta”. Oggi, magari, stiamo procedendo un po’ più lentamente, quindi dobbiamo cogliere ogni occasione, come quella di questa chiacchierata, e sfruttarla al massimo delle nostre capacità. Anche l’attività live speriamo che possa spingere l’album nel modo migliore. La nostra attuale etichetta, probabilmente, è maggiormente abituata a lavorare con nomi storici che, in qualche modo, si vendono un po’ da soli.

  1. Con l’ingresso di Angelo Moretto alla batteria il sound risulta più moderno e dinamico. Quanto ha influenzato il suo arrivo nella scrittura e negli arrangiamenti dei brani?

L’ingresso di Angelo ha portato sicuramente nuova linfa all’interno della band. A essere sinceri non saprei quanto questo abbia influenzato il nostro sound, anche perché la metà dei brani erano già stati arrangiati, anche per le parti di batteria, prima del suo arrivo. Quindi direi che, se senti un’evoluzione dal punto di vista sonoro, questa è sicuramente da ricondurre a un processo fisiologico che ha interessato tutta la band, in modo assolutamente naturale e non volutamente ricercato.

  1. Pezzi come “The Gang”, “Christine” e la title-track sono molto radio-friendly. Come lavorate alla composizione? Partite dalle melodie vocali, dai riff o seguite un metodo diverso per ogni canzone?

Un certo tipo di approccio ci viene del tutto naturale, perché nasce dalla musica con cui siamo cresciuti; se questo ci rende “radio-friendly”, ben venga assolutamente. Da un punto di vista “armonico” i compositori principali siamo io, Simone (chitarra) e Massimiliano (basso), quindi dipende un po’ da chi proviene l’idea. Simone è un vero “riff maker” vecchio stampo; quindi, spesso è lui a portare un riff o un brano quasi del tutto strutturato. A quel punto ognuno fa la propria parte: io mi occupo di tutte le melodie vocali e Massimiliano e Angelo arrangiano basso e batteria. Può capitare che un brano parta, invece, da un’idea di tastiera, mia o di Massimiliano, che sviluppiamo poi tutti insieme in studio. Altre volte, invece, una melodia può nascere dal nulla nella mia testa e, una volta al piano, si traduce in canzone. Diciamo che esistono molteplici strade dalle quali può arrivare l’input ma poi tutto passa dal lavoro svolto insieme in sala prove.

  1. Nel melodic rock/AOR è molto difficile emergere in questo momento. Secondo voi cosa manca al panorama italiano per permettere a band come la vostra di avere maggiore visibilità anche all’estero?

Domanda assai complicata per la quale, probabilmente, non esiste un’unica risposta corretta. Partendo dal presupposto che siamo una band relativamente giovane, da un punto di vista discografico, potrei risponderti, banalmente, che ciò che manca è semplicemente una solida cultura hard rock in Italia. Alcune band storiche nemmeno vengono a suonare nel nostro paese, perché non riuscirebbero a riempire una venue da 1.000 posti (penso a Journey, Foreigner o band simili), quando altrove sono abituate a riempire le arene. Alcuni splendidi eventi, come il Frontiers Rock Festival, hanno successo grazie al massiccio coinvolgimento di pubblico dall’estero. In un contesto come questo, una band come la nostra, che non può contare su una importante fan base nel proprio paese di origine, può avere difficoltà a rivendersi all’estero perché oggi i numeri con cui ti presenti sono ancor più importanti della qualità del prodotto stesso. Detto questo, non mi sembra che nemmeno in altri generi musicali più mainstream lo stato di salute sia ottimale, considerando quanto i talent fagocitino l’attenzione degli addetti ai lavori che non attenzionano più gli artisti che vengono dalla gavetta.

  1. Pensate che ci potrebbe essere spazio per un “movimento” melodic rock italiano più unito, magari con compilation, festival dedicati o collaborazione tra band?

Partiamo dal presupposto che esiste già una scena di band molto interessanti, di cui sono fan. Penso ad esempio a nomi come Edge of Forever, Wheels of Fire, Hell in the Club, Lionville, Hungryheart ecc. Purtroppo, la maggior parte di queste band sono localizzate grosso modo nella stessa area geografica, nel nord italia; quindi, per noi, dalla Sicilia, diventa assai difficile avere rapporti diretti con questa scena. Mi sembra che, tra molte delle band suddette, ci sia una sorta di cooperazione e di unità di intenti. Ci piacerebbe sicuramente essere coinvolti, quindi faccio un appello: noi ci siamo!!! Compilation e festival dedicati sarebbero sicuramente delle iniziative utili; le giuste connessioni sono alla base del successo di un movimento.

  1. Quali sono i vostri progetti adesso? State già lavorando a nuovo materiale o pianificando un tour?

Per il momento ci stiamo “violentando”, proibendoci di comporre nuova musica. Vogliamo prima concentrarci sulla promozione dell’album e, come detto poc’anzi, l’attività live è l’unico strumento di promozione che possiamo in qualche modo governare. Abbiamo diverse date in Sicilia ma stiamo già lavorando ai contatti giusti per portare la nostra musica in giro per l’Italia e, perché no, per l’Europa. Incrociamo le dita e speriamo di potervi incontrare tutti on the road. A presto!

Tra nuove date live, la volontà di spingere l’album e la prospettiva di portare la propria musica oltre i confini regionali, i Blind Revolution guardano avanti con determinazione. Far From The Sun è solo l’inizio: il percorso continua, e la strada sembra già tracciata.


메타데이터
post_id
de3cf32af2f7
slug
7-domande-ai-blind-revolution-de3cf32af2f7
url
https://medium.com/@RockPerTutti/7-domande-ai-blind-revolution-de3cf32af2f7
canonical_url
https://medium.com/@RockPerTutti/7-domande-ai-blind-revolution-de3cf32af2f7
author_url
https://medium.com/@RockPerTutti
status
ok
fetched_at
2026-06-13 00:08:42