La porta dell’Inferno e il “primo amore”
A cura del Prof. Pier Vincenzo Rosiello
La porta dell’Inferno e il “primo amore”
A cura del Prof. Pier Vincenzo Rosiello
Auguste Rodin, La porta dell’Inferno
Nelle prime tre terzine del III canto della prima cantica, ovvero i primi nove versi (ricordiamo che il nove è multiplo di tre, il numero della Trinità divina, e che è spesso associato alla donna angelo Beatrice) Dante, che si trova di fronte alla porta dell’Inferno, legge sulla sommità di essa parole di “colore oscuro” (verso 10), ovvero minacciose, sottolineate dall’anafora “per me si va” e dalla replicazione “dolente/dolore” che indicano cosa c’è dietro quella porta: la città del dolore eterno, abitata dai dannati (la perduta gente).
Nell’iscrizione è spiegata anche l’origine della porta la cui creazione è attribuita a Dio, chiamato con una perifrasi “alto fattore”, il quale, ispirato dalla giustizia, creò un luogo di eterna sofferenza per punire i malvagi.
Dante, leggendo ancora, scopre inoltre che a crearla era stata la Trinità con le sue virtù eterne: il potere divino del Padre, la somma sapienza del Figlio e l’amore dello Spirito Santo (versi 5–6), che viene indicato con l’espressione “primo amore”.
La porta, che dura eternamente, fu creata, infatti, dopo gli angeli e i cieli (cose …etterne) quando Lucifero, ribellatosi a Dio, venne precipitato sulla Terra, la quale al suo contatto si ritrasse dando origine alla voragine dell’Inferno. Perciò chi la varca deve abbandonare la speranza di uscirne e di salvarsi. Proprio la disperazione è, infatti, la nota dominante nell’Inferno e ne è la pena più grande.
L’espressione “primo amore” è interpretato generalmente come l’amore dello Spirito Santo. Ma come facciamo a dire che sia proprio così? Esistono riferimenti a questa espressione nella Divina Commedia che lo esplicitino con chiarezza? Effettivamente c’è un’espressione, guarda caso nel III canto del Paradiso, che richiama in modo evidente quella di “primo amore”, si tratta di “primo foco” con cui si indica lo Spirito Santo.
Nel III canto Dante incontra Piccarda Donati, la sorella di Forese e di Corso Donati, il capo dei guelfi Neri, la quale si era fatta suora e che con la forza era stata portata via dal convento di Santa Chiara a Firenze dal fratello Corso perché sposasse Rossellino della Tosa, un nobile guelfo Nero a cui l’aveva promessa.
Piccarda si trovava nel cielo della Luna, il cielo più lento del Paradiso, perché più lontano da Dio, in cui erano collocati gli spiriti mancanti, le anime cioè di coloro che erano venuti meno ai loro voti.

Dante e Piccarda Donati, cielo della Luna
Lo spirito di Piccarda si rivela a Dante, che le aveva chiesto il suo nome e la sua condizione, e gli spiega che i sentimenti dei beati sono infiammati dalla carità dello Spirito Santo (versi 51–54) e gioiscono per il fatto di essere conformi all’ordine voluto da Dio. E così quando Dante le chiede se non desideri una sede celeste più elevata per vedere più da vicino Dio e per entrare in maggiore intimità con Lui (per più farvi amici), Piccarda risponde, dopo avere sorriso insieme agli altri spiriti mancanti, con un’espressione piena di letizia tanto che sembrava ardere dell’amore dello Spirito Santo (verso 69), e utilizza l’espressione “primo foco”, richiamando così “il primo amore” dell’iscrizione della porta dell’Inferno.
Non è un caso che ci sia questa corrispondenza. Se non possiamo affermare con certezza che il Sommo Poeta lo abbia fatto intenzionalmente, possiamo comunque cogliere questo fortunato riferimento allo Spirito Santo in questi due terzi canti con espressioni simili.
Che lo Spirito Santo fosse legato all’immagine del fuoco ce lo dicono i Vangeli, in cui si parla della sua discesa sugli Apostoli sotto forma di lingue di fuoco nel giorno della Pentecoste. Sappiamo che il fuoco illumina, riscalda e brucia, e che spesso è utilizzato come metafora della passione d’amore. Non è insolito, perciò, l’accostamento del fuoco all’amore; in particolare in questo caso si tratta dell’amore divino, evidenziato dall’aggettivo “primo”, ovvero la terza persona della Trinità che con il Padre e il Figlio ha creato ogni cosa esistente materiale e spirituale, compreso l’Inferno e il Paradiso.
메타데이터
- post_id
- e2293f6e2606
- slug
- la-porta-dellinferno-e-il-primo-amore-e2293f6e2606
- url
- https://medium.com/cyber-scuola/la-porta-dellinferno-e-il-primo-amore-e2293f6e2606
- canonical_url
- https://medium.com/cyber-scuola/la-porta-dellinferno-e-il-primo-amore-e2293f6e2606
- author_url
- https://medium.com/@rosiellopv
- status
- ok
- fetched_at
- 2026-07-26 17:59:13