La natura morta nell’Ottocento
Anche se,nel corso dell’800, si assiste ad un declino del genere iconografico della natura morta, alcuni artisti affrontano ancora questo…
La natura morta nell’Ottocento
Anche se,nel corso dell’800, si assiste ad un declino del genere iconografico della natura morta, alcuni artisti affrontano ancora questo tema e spesso anticipano le concezioni artistiche delle avanguardie novecentesche.

Natura morta con salmone, F. Goya, 1808–12,collezione Oskar Reinhart di Winterthur, in Svizzera.
‘La natura morta di Francisco Goya interpreta i tre tranci di salmone con contenuti quasi drammatici, come a simboleggiare nel sangue e nei pezzi del pesce la violenza dell’esistenza.

Natura morta con aragosta ,trofei di caccia e di pesca, 1822 Eugene Delacroix Louvre Parigi
Nel dipinto di Delacroix, pur sottolinando i dettagli degli animali cacciati e pescati, vuole comunque inserire la visione periferica dell’immagine: il paesaggio che si stende sino all’orizzonte, gli uomini a cavallo, il casale sulla destra, l’acqua e il cielo vagamente minaccioso… e, in primissimo piano una lucertola. L’immagine stempera la drammaticità della natura morta in un voluto intreccio allegorico: la lepre che rappresenta la terra, le aragoste simboliche dell’acqua e il rimando all’aria con il fagiano.

La trota, 1872 Gustave Courbet ,Kunsthaus di Zurigo.
Courbet dipinge una immagine molto drammatica: un pesce in trappola, catturato che sembra però ancora vivo. Alcuni critici sostengono che sia una rappresentazione del pittore stesso amareggiato dopo aver scontato i sei mesi di prigione ai quali era stato condannato per la sua partecipazione alla Comune del 1871.

Natura morta con prosciutto 1880 Edouard Manet, Art Gallery, Glasgow
Manet recupera in chiave moderna la natura morta di Goya attraverso il realismo crudo e quasi metallico della sua opera. Non manca, però, di offrire la nuova concezione spaziale non data dalla prospettiva matematica ma dalla luce e dal chiaroscuro contrapposto.

Natura morta con drappeggio, 1899, Paul Cezanne, Ermitage San Pietroburgo
Il tendaggio dello sfondo , il tavolo che appare un pò troppo inclinato, gli oggetti in uno strano e precario equilibrio sono gli elementi caratteristici dell’artista. Il post impressionista, infatti, vuole superare la fugacità dell’impressionismo e ridare solidità agli oggetti attraverso una rigorosa sintesi geometrica della natura.

Natura morta con Bibbia 1885, Vincent Van Gogh, Amsterdam
Van Gogh recupera il senso classico della “vanitas” e il simbolismo della candela, del testo sacro e di quello profano. La candela evoca la caducità della vita umana mentre la Bibbia rappresenta il suo fervore religioso di quando svolgeva la sua attività di predicatore. Il testo laico è di Emile Zola che vuole testimoniare l’amore dell’artista per la lettura.

Il prosciutto 1889 Paul Gauguin Collezione Phillips, WASHINGTON
In questo dipinto è ovvia l’influenza del quadro di Manet (che vide in casa di Degas). Il realismo, tuttavia, viene mitigato dai colori poco naturali e accesi, tipico dell’estetica di Gauguin.
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