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L’orgoglio di essere sotto processo

Nella politica decadente attuale, in Italia e negli Stati Uniti e non solo, essere sotto inchiesta o, meglio ancora, sotto processo sta…

L'umarêl dla strè · 2025-01-30 13:03 · 0 claps · 3.0 min read
#politica #italia #governo-meloni #processo #inchiesta
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L’orgoglio di essere sotto processo

Nella politica decadente attuale, in Italia e negli Stati Uniti e non solo, essere sotto inchiesta o, meglio ancora, sotto processo sta diventando una medaglia al valore, in barba al rispetto per le leggi e per chi tutela i cittadini dalla loro infrazione. Chi ha voglia di essere informato e legge ancora le notizie non filtrate assiste stupito a ministri e parlamentari di una parte del globo che si dimettono per la scoperta di amanti o la ricezione di regali di compleanno, ai quali fanno da contrappeso ministri e sottosegretari (e presidenti USA) di un’altra parte dello sferoide che sono palesemente indifendibili ma si aggrappano ferocemente alla poltrona urlando alla magistratura politicizzata, al gombloddo.

La ministra Santanchè è l’icona di questo menefrego-ismo dilagante; a tutt’oggi continua a rappresentare lo Stato italiano che qualche anno fa, in piena pandemia, ha truffato ricevendo contributi dall’INPS per dipendenti in cassa integrazione che nel frattempo lavoravano a tempo pieno (il processo è ancora in corso, ma la contagiosa simpatia della signora mi fa propendere per la colpevolezza). Ma come il record di Sergey Bubka pareva inavvicinabile fino a quando prima Lavillenie, poi Armand Duplantis non hanno deciso di dare ulteriori schiaffi alla forza di gravità, così la ministra — che si occupa di turismo nonostante il suo compagno sia amministratore del Twiga — è stata superata a destra, con tanto di gesto delle corna alla Gassman, dal tandem dei Ministri della Giustizia e dell’Interno (solamente in due si poteva fare peggio della “Santa solo di nome”) che hanno liberato un criminale internazionale con scuse degne della migliore stand up comedy. Per riferirne una, Piantedosi ha sostenuto rimanendo serio che Almasri è stato liberato ed espulso perché soggetto pericoloso, lasciando intendere quindi che le carceri sono per le persone tranquille e i veri delinquenti, scrivente compreso, sono quelli a piede libero. Teoria che conferma perché in Parlamento non c’è nessuno a cui affiderei una copia delle chiavi di casa mia.

D’altronde, sto scrivendo di destre che da sempre raccontano a se stesse che Mussolini ha fatto anche cose buone (e pure Hitler e Voldemort, perché no?), che difendono Israele per aver ucciso cinquantamila terroristi (perché se nasci in Palestina lo sei) e gli vendono altre armi prodotte con denaro sottratto dai servizi per i propri cittadini; e che non volevano i vaccini per proteggersi da una malattia che ha seminato milioni di morti perché credono tutt’ora che i vaccini provochino autismo secondo una ricerca truffaldina, debunkata da più di dieci anni.

Ma, in Italia, è stato fatto un passo ulteriore, poiché le destre, una volta arrivate al potere, hanno smesso di raccontarsela l’un l’altro e hanno preso possesso dei mezzi di comunicazione raccontandola anche a tutti gli altri, a quelli che credono che il Grande Fratello sia vita vera, a quelli che si appassionano alle storie d’amore teletrasmesse da Uomini e Donne, a quelli che credono che Sallusti sia un giornalista e non uno sceneggiatore di fiction. Sette dei nove canali televisivi monotasto sono già in mano alla propaganda di governo, e la dirigenza di Raitre spinge per occupare l’ottavo posto.

E fu così che oggi, per un politico, essere sotto inchiesta è motivo di vanto, è una medaglia al valore, oltre ad essere un ulteriore ragione per accusare la magistratura di essere politicizzata, avanzando di un passo verso l’indebolimento della magistratura mediante l’invocazione della sottomissione dei giudici al potere esecutivo. Tanti di quei politicanti oggi gridano che il governo è stato eletto dal popolo, che il governo agisce nell’interesse del popolo e che la magistratura non deve disturbare, pretendendo il rispetto di queste inutili sovrastrutture chiamate leggi. Secondo la logica, mi viene da dire che si dovrebbero prima modificare le leggi, ma questo è un compito del Parlamento ed il Parlamento oggi non è che un’assemblea di notai che firmano le leggi imposte dal Governo, mentre distrattamente chattano con il figlio che dalla scuola elementare è già nel consiglio d’amministrazione di sei aziende.

Tanti, troppi anni sono passati dalle rivoluzioni che hanno tolto il potere assoluto a sovrani, imperatori e papi, quanti di quei coraggiosi morti per la libertà altrui stanno centrifugando nelle proprie sepolture, maledicendo le nuove generazioni che con la loro astensione dal voto spalancano la strada alle nuove monarchie assolute, elette dal 10% dei benestanti per gestire la loro “benestanza” e per continuare a silenziare una classe povera sempre più numerosa, però illusa dai mezzi di comunicazione governativi che è per il loro bene che gli aiuti vanno sempre alle aziende, è per il loro bene che le condizioni di lavoro sono sempre peggiori, che i diritti sono sempre minori e che sono loro, proprio i poveri, a non aver voglia di lavorare.


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