Benedetto XVI: Rinuncia o Colpo di Stato?
È ancora vivo nella memoria di tanti e salvati negli archivi delle cancellerie del mondo: la dimissione del Papa emerito Benedetto XVI…
Benedetto XVI: Rinuncia o Colpo di Stato?
È ancora vivo nella memoria di tanti e salvati negli archivi delle cancellerie del mondo: la dimissione del Papa emerito Benedetto XVI l’11 febbraio 2013 come successore di Pietro. L’atto straordinario compiuto da lui ha suscitato grandi speculazioni fino a far pensare spontaneamente a tanta gente che è stato costretto di abbandonare il suo ministero.

Fino a questo momento, i papi non ci hanno abituato a questo scenario poiché la vacanza della sedia pontificale significava la morte del pontefice. Infatti, tanti come don Minutella, il sacerdote palermitano scomunicato due volte per le sue posizioni critiche e radicali contro il pontefice Francesco, continuano a pensare che è sotto pressione che Benedetto ha dovuto lasciare la sua cattedra per andare in pensione. Fu, infatti, il primo papa da 1415 a farlo dopo Benedetto IX, Gregorio VI e Gregorio XII e Celestino V. Quindi, dopo un lungo tempo, la pratica ecclesiale ha fatto dimenticare quella realtà della storia abituandoci ai papi che servivano Dio e la Chiesa fino all’ultimo respiro come Giovanni Paolo II, pur patendo dolore e malattie.
Ma non dobbiamo dimenticare le parole stesse del Papa emerito Benedetto XVI e le ragioni date. Non aveva più le forze fisiche necessarie per affrontare le nuove e grandi sfide per la carica ricevuta dal Signore. Ha dunque liberalmente rinunciato a questa missione con grande serenità, in piena coscienza. Ciò che conta è la missione e il suo compimento non è legato esclusivamente a una persona poiché l’istituzione rimane mentre le persone si succedono, e Benedetto era il 265° successore di Pietro.
Con ragione, alcuni mi diranno che fosse il contesto di terremoto e di crisi creato artificialmente all’interno del Vaticano a mettergli la pressione e costringerlo a lasciare il suo incarico. Molti mi ricorderanno gli scandali vatileaks provocato dal suo maggiordomo, ciò che l’ha afflitto e costretto a rinunciare alla sua missione. Altri aggiungeranno gli scandali finanziari della banca vaticana con la corruzione ovvia di coloro che vi lavoravano, compresi i chierici. Altri ancora punteranno le dita verso i suoi propri sbagli di comunicazioni all’università di Ratisbona che ha suscitato l’ira nel mondo musulmano e aumentato la persecuzione dei fedeli cristiani nel mondo; la sua estrema franchezza di comunicazione per quanto riguarda il legame tra l’Aids e l’uso della profilassi nel suo viaggio in Angola; oppure la sua posizione dottrinale chiara sugli omosessuali, tutte queste cose che hanno provocato lo sdegno in tutto il mondo, anche negli ambiti cattolici. I vaticanisti ricorderanno che gli mancava l’atteggiamento di pastore che vada all’incontro del suo gregge senza essere timido, e quindi che la successione del popolare Giovanni Paolo secondo era diventata pesante e difficile per lui.
Mi ricordo io che lo stesso giorno della sua rinuncia, l’allora arcivescovo di Parigi, il cardinale André Vingt-trois aveva dichiarato appena il concistoro finito, che fosse un fulmine in un cielo sereno. Quindi nessuna pressione ma piuttosto una sorpresa grande. Non fu nemmeno un colpo di Stato fomentato dai malvagi. Non potremo dimenticare il suo grande magistero apprezzato da molti, e dunque aveva l’appoggio dei fedeli e di molti collaboratori. Dopo la sua rinuncia non ha suscitato la ribellione come nei casi di coloro che sono costretti a dimettersi, ma ha scelto di rimanere nel silenzio per pregare per la scandali vatileaks. Non dovremo dimenticare che come grande consigliere del suo predecessore, consigliava già a costui nella sua malattia di rinunciare per permettere al Signore di dare un nuovo pastore alla sua Chiesa. Quindi egli stesso ha seguito questo consiglio giudizioso che desse. E ora la Chiesa dopo la sua rinuncia sta approfittando di una riforma che è già in atto con Papa Francesco. Benedetto non aveva la forza per farlo bene, Francesco la porta avanti nel modo determinato e incisivo. Benedetto non poteva fare il lungo viaggio verso Rio di Janeiro per la Giornata Mondiale della Gioventù; Francesco l’ha fatto con grande successo stabilendo un nuovo e affettuoso legame con i giovani.
Infine, Benedetto è un uomo saggio, un pastore responsabile e cosciente, che attraverso la sua rinuncia ha agito con grande libertà dopo aver maturato la sua decisione per la gloria di Dio, per il bene di tutta la Chiesa e per la salvezza delle anime.
메타데이터
- post_id
- eac43e99fcf3
- slug
- benedetto-xvi-rinuncia-o-colpo-di-stato-eac43e99fcf3
- url
- https://medium.com/@snansnan/benedetto-xvi-rinuncia-o-colpo-di-stato-eac43e99fcf3
- canonical_url
- https://medium.com/@snansnan/benedetto-xvi-rinuncia-o-colpo-di-stato-eac43e99fcf3
- author_url
- https://medium.com/@snansnan
- status
- ok
- fetched_at
- 2026-07-29 20:22:19