Medium, dal pensiero dello scrittore, allo schermo del lettore.
Scommetto che sai cosa, o meglio chi, è un medium. Se hai dei dubbi, te li chiarisco. Con questa parola si fa comunemente riferimento ad un…
Medium, dal pensiero dello scrittore, allo schermo del lettore.
Scommetto che sai cosa, o meglio chi, è un medium. Se hai dei dubbi, te li chiarisco. Con questa parola si fa comunemente riferimento ad un soggetto che si pensa (o crede) essere in grado di entrare in comunicazione con i defunti, gli spiriti o, come si tende a dire oggi, probabilmente dovuto al calco dall’inglese, ricevere informazioni dalla “fonte” o “source”.
Se hai mai dovuto scrivere un saggio per la verifica di italiano o magari una tesi, sono certa che ti abbiano chiesto di citare le fonti, una volta che hai completato il testo.
Se usi tiktok, youtube, o altre piattaforme, sono sicura che almeno una volta hai incontrato qualcuno con i tarocchi o gli oracoli, che ti ha chiesto di esprimere un desiderio o magari pensare ad una persona, e poi scegliere una variante per poterti dare una risposta al quesito posto o al dubbio che ti è sorto.
Io sono una di quelle persone, una di quelle che hanno il mazzo di tarocchi, convinta di fare sogni premonitori ogni tanto e sono anche estremamente atratta dalla psicologia e psicoanalisi, come anche dai miti, dalle leggende, dagli archetipi e dagli oroscopi.
Per non parlare poi della lettura del fondo di caffè, le mie origini etniche e culturali, per forza di cose mi hanno dato accesso a determinate sfere dell’esistenza, più di quanto non sia comune in altre parti del mondo. Questa è una cosa che per come la pensiamo la vita (e in questi momenti mi sento come se io fossi l’unica forma vivente e tutto il resto non fosse altro che un’illusione) non la possiamo scegliere.
è una di quelle cose che diremmo dipendono dal nostro destino o dalla nostra fortuna. Non scegliamo in che parte del mondo nascere, non scegliamo la lingua che parleremo e quindi il modo in cui impareremo a ragionare, non scegliamo i nostri genitori o in che epoca storica venire al mondo.
Io ho 27 anni, quasi 28, in termini umani. Non so bene che cosa significa ma so che, guardandomi indietro nel tempo, per quel poco che ricordo, ci sono effettivamente state delle fasi della mia vita che mi hanno segnato più di altre. Rircordo il modo in cui mi sono percepita ed il modo in cui ho percepito gli altri. Ricordo in particolare, probabilemente perché è la trasformazione significativa più recente che ho sperimentato, il mio stato mentale ed emotivo che mi hanno accompagnato dai 23 ai 25 anni.
Sono successe così tante cose, ho incontrato così tante persone. Mi sono fatta così tanto male. Ed è stato grazie a tutto questo che ho potuto capire dove e quando, come, mi stavo infliggendo dei dolori inutili, quale fosse il punto di distinzione tra dolore e sofferenza, cosa fosse nelle mie mani e cosa invece non dipendesse da me. Quali fossero i comportamenti delle persone che avevo intorno che accettavo e quasi ricercavo, perché riconoscevo, nonostante mi causassero più malessere che altro. Ho imparato ad ascoltarmi e capirmi. è come se avessi compreso di essere in vita.
è per questo che non riesco a normalizzare e giustificare in alcun modo un Paese che se la prende con i bambini. Non hanno neanche ancora avuto la possibilità di riscoprirsi, osservando sè stessi con occhi esterni.
Ricordo alcuni dei pensieri che hanno attraversato la mia mente. Ne è dovuto passare, di tempo, prima che realizzassi effettivamente tutto ciò che ho realizzato. E mi chiedo, quanto ancora non ci sia da scoprire. Su me stessa, sul mondo, sugli altri, sulle ingiustizie, sulle religioni, sulla natura, sul funzionamento della vita.
E alla fine non è altro che un alternarsi tra l’avere le idee chiare ed il rimettere in discussione molte delle cose che occupano la mia mente.
Se non posso capire a pieno questa esistenza, sulla quale la mia percezione non è stabile ma cambia in base alla costante esperienza, come posso capire cosa c’è stato prima che io venissi al mondo e cosa succederà quando questo mondo lo abbandonerò?
Ci sono dei momenti in cui mi sembra di capire, o meglio sento di capire, tutto molto bene. è come se la vastità dell’esistenza mi esplodesse dentro e fossi pervasa da un sentimento di sicurezza e calma. Altri momenti in cui ciò che accade in questo mondo fosse così ingiusto, così tanto, che diventa impossibile per me comprendere perchè, ad esempio, devono morire dei bambini. Quest’ultima cosa è probabilmente una delle ferite più profonde dell’umanità.
A volte penso che il trauma collettivo è così forte che per normalizzare l’evento, inconsapevolemente, mettendo avanti altre ragioni futili, si arriva a commettere atti atroci nei confronti di tutte le creature che da sole non si potrebbero difendere. Che poi di base nessuna creatura è in grado di difendersi, e allora ci si arma o si fa gruppo. Oppure ci se la prende con chi è percepito essere più debole.
Quanto è irrazionale e pericolosa questa faccia dell’esistenza! Non riesco a dargli un senso.
Da anni penso che ci comprende sè stesso, finisce per comprendere l’altro. Perchè se ho delle paure, le hai anche tu. Se la rabbia mi acceca, ha lo stesso effetto su di te. Se non posso vivere senza bere l’acqua, neanche tu non puoi. Se l’amore mi rende felice ed anche più bella, anche i tuoi ormoni hanno lo stesso effetto su di te.
La conoscenza è un’arma. Può illuminare il tuo cammino, scoraggiarti, darti una marcia in più, mandarti in paranoia, farti aiutare te stesso e gli altri o, al contrario, farti mettere in difficoltà chi incontri lungo il tuo cammino.
“La conoscenza è il seme del male” è una frase alla quale ho pensato spesso negli ultimi anni, non in maniera costante, ovviamente, ma ogni qual volta mi si è ripresentata.
L’ultima volta è accaduto che stavo tagliando una mela e vedendone i semi mi sono ricordata di un articolo che lessi durante l’adolescenza, in cui si parlava del fatto che i nazisti utilizzassero, tra i tanti metodi, anche l’acido cianidrico presente nei semi delle mele per avvelenare le persone ed ucciderle.
La mente fa dei collegamenti tutti suoi che a volte sono sensati ed altre volte no. Ma è necessario fidarsi delle intuizioni che ha, per capire come funziona il mondo. Anche esponendoci al pericolo di risultare ridicoli, arrivando a conlusioni insensate. La storia dell’umanità di basa su pochi documenti e tante teorie. Di fatto sappiamo tutto ma non sappiamo niente. E allora che importanza ha? Non sarà un discorso valido per la nostra generazione, forse, ma di fatto, chi si ricorderà di noi? è un’esistenza così breve, la nostra, comparata all’esistenza dell’universo e di chissà cos’altro.
E allora la mia mente ha pensato che forse la mela è un frutto che ha maggiori varietà di quanto non ne abbiano gli altri frutti e che probabilmente è questo il motivo per cui il frutto proibito, scelto dalle civiltà antiche, è proprio la mela. Perchè per ritrovare la verità bisogna ricorrere alla conoscenza ed all’indagine e mentre si indaga e si vuol capire si entra in contatto con informazioni che possono farci perdere la giusta direzione, nella ricerca della verità.
Il fatto è che la mente umana utilizza ciò che ha a disposizione per decifrare il mondo e di contro è estremamente istituale e crudele quando si sente in pericolo o in difetto. Tra le tante informazioni ci sono alcune informazioni che appaiono essere innocue ma che ci traggono in errore.
L’Islam mi ha insegnato tanti valori che ad oggi hanno un’influenza importante nella mia percezione della realtà. Mi è stato insegnato che è peccato leggere le carte o il “futuro” alle persone perchè posso trarle, anche involontariamente, in inganno. Mettendogli in testa percezioni che non necessariamente rappresentano la realtà o influenzando in maniera particolarmente forte una persona che si trova in uno stato d’animo particolarmente fragile.
Cosa penso ad oggi è contrastante perchè io stessa mi sono fatta leggere le carte da tante persone diverse. Come citato anche in precedenza, queste sfere della conoscenza, come anche la psicoanalisi mi interessano da tanti anni (in relazione al tempo della mia esistenza) e ultimamente ho scoperto una cosa molto interessante, che non sapevo.
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메타데이터
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