← Back to list

Raccontare storie per costruire ponti. Innamoramento e amore (6).

Assunta De Stefano in Triunfo, 83 anni, racconta il corteggiamento negli anni 50 del secolo scorso.

Mario · 2022-05-06 06:17 · 0 claps · 2.0 min read
#innamoramento #testimonianza #tito-potenza #associazione-donne-99 #radici
Open on Medium ↗
Wiki topics: 🔒 · Cybersecurity

Raccontare storie per costruire ponti. Innamoramento e amore (6).

Assunta De Stefano in Triunfo, 83 anni, racconta il corteggiamento negli anni 50 del secolo scorso.

“ Sono Assunta De Stefano in Triunfo. Sono nata nel 1943, alla fine della seconda guerra mondiale. Erano tempi di miseria, malattia e di famiglie numerose. Si moriva facilmente da piccoli perché non c’erano le cure adatte.Sono l’ottava figlia e mia mamma era sempre affaccendata; il primo figlio cresceva i fratelli e le sorelle che venivano dopo.

Ai miei tempi si viveva senza libertà, sempre sotto la disciplina, si godeva poco. Venivano i ragazzi grandi nel quartiere a suonare l’organetto e si dava loro un bicchiere di vino e qualche soldo. Si ballava e per conoscersi solo qualche domanda : “Chi sei, cosa fai ?”, da lontano, senza avvicinarsi.

Noi ragazze eravamo sempre accompagnate dai fratelli, scambiavamo solo qualche parola, altrimenti, poi, a casa si facevano i conti. Occhiate d’intesa per mettersi d’accordo e poi in casa arrivava “la masciata”, l’imbasciata: una persona che dichiarava il sentimento d’amore e l’intenzione di fidanzarsi in casa. La famiglia considerava se il pretendente era un buon partito, se aveva un lavoro, dei beni, per far vivere bene la figlia. Poi decideva e si dava la risposta positiva o negativa.

Pasquale Moscarelli, agricoltore centenario di Tito.

Pasquale Moscarelli, agricoltore centenario di Tito.

Dopo la guerra erano tempi tristi e, piano piano, negli anni cinquanta era cominciata l’emigrazione, sia in Italia che all’estero e tutto è migliorato. Io stavo bene in famiglia, ero una bella ragazza, la quarta femmina in casa.

Il mio futuro marito era un mio parente , aveva lo stesso cognome di mio padre e soprattutto era emigrato e per questo la mia famiglia era contraria al matrimonio. Non volevano che lasciassi la famiglia a Tito per emigrare in Svizzera. Io ero innamorata di quel bel ragazzo e nel 1964 mi sposai a gennaio ed emigrai. A quei tempi le mogli degli emigrati rimanevano a Tito, io avevo la quinta elementare, era aperta di carattere, aveva imparato a ricamare dalle suore, frequentavo l’Azione Cattolica, cantavo nel coro, ero diversa dalle mie sorelle.

Emigrati in Svizzera, anni ‘60.

Emigrati in Svizzera, anni ‘60.

A novembre dello stesso anno nacque Raffaella, la mia prima figlia, nel 1968 il secondo figlio Giovanni.In Svizzera lavoravo in fabbrica, ho preso la patente, ma ero costretta a lasciare i miei figli a una famiglia italiana la mattina e li riprendevo la sera. Ho sempre guardato avanti e non mi sono mai fermata. E oggi come moglie, madre e nonna posso dire che sono contenta della mia vita.

Tito 28 aprile 2022.


메타데이터
post_id
edcfed6b84b2
slug
raccontare-storie-per-costruire-ponti-innamoramento-e-amore-6-edcfed6b84b2
url
https://medium.com/@mario-coviello/raccontare-storie-per-costruire-ponti-innamoramento-e-amore-6-edcfed6b84b2
canonical_url
https://medium.com/@mario-coviello/raccontare-storie-per-costruire-ponti-innamoramento-e-amore-6-edcfed6b84b2
author_url
https://medium.com/@mario-coviello
status
ok
fetched_at
2026-07-27 04:20:33