LA QUESTIONE DELLA DISCRIMINAZIONE RAZZIALE NELL’ARTE
SCHIAVI
LA QUESTIONE DELLA DISCRIMINAZIONE RAZZIALE NELL’ARTE
SCHIAVI

Schiavo nero con le mani legate nell’Egitto tolemaico (Museo del Louvre, Parigi)
La schiavitù ha origini antichissime mentre la sua abolizione è solo degli ultimi secoli.
Già i Sumeri nei loro ideogrammi rappresentavano lo schiavo come uno straniero, molto probabilmente prigionieri di guerra. Nel Codice di Hammurabi, primo testo di leggi scritte, si catalogavano gli schiavi in base alla provenienza: prigionieri, debitori o nati in schiavitù.

Stele di Hammurabi, XVIII sec. a.C., Louvre, Parigi

parte inferiore della stele
Per i Greci si giustificava filosoficamente la schiavitù come incapacità dell’uomo a crearsi una vita libera mentre per i Romani lo schiavo era lo sconfitto in guerra indipendentemente dal colore della pelle o l’origine geografica.

The Slave Market,1886, Boulanger Gustave Clarence Rudolphe, Collezione Privata
Il Cristianesimo ha cercato di attenuare e umanizzare la schiavitù, pur non pretendendone la totale abolizione: da istituzione che garantiva al padrone diritto di vita e di morte, divenne un contratto che garantiva al servo una serie di diritti. Si guardi ad esempio il dipinto di Carpaccio Miracolo della Croce a Rialto dove si trova un gondoliere di pelle scura, probabilmente schiavo domestico di una illustre famiglia.

Miracolo della Croce a Rialto,1496, Vittore Carpaccio, Gallerie dell’Accademia, Venezia

particolare con il gondoliere nero
Con le esplorazioni dell’Africa e la scoperta delle Americhe emerge il fattore razziale: l’idea che la pelle scura rappresentava la perdurante maledizione di Noè al figlio minore Cam e ai suoi discendenti.

L’ebbrezza di Noè, dipinto di Giovanni Bellini (1430–1516). Besançon (Francia), Musée des Beaux-Arts.
I Portoghesi nel XV secolo cominciarono il commercio di schiavi dall’Africa prima in Europa e poi nelle Americhe, seguiti dagli Inglesi e Olandesi.
RE MAGI
Fino al XIV secolo i re Magi, nelle rappresentazioni artistiche, hanno l’aspetto occidentale e solo nel Rinascimento assumono, invece, la connotazione di tre diversi continenti. Secondo il critico d’arte Stefano Zuffi, Badassarre rappresenta l’Europa, Melchiorre con il turbante personifica l’Asia mentre Gaspare, con la pelle scura, simboleggia l’Africa.
Dunque, alla fine del Quattrocento, e proprio quando ebbe inizio l’orrore del commercio degli schiavi, Gaspare acquista i tratti di un africano dalla pelle scura.

Trittico degli Uffizi, 1463–1464, Andrea Mantegna, Galleria degli Uffizi, Firenze
Il “Trittico degli Uffizi” è una serie di dipinti autografi del Mantegna, che comprende al centro l’Adorazione dei Magi, l’Ascensione a sinistra e la Circoncisione o Presentazione al Tempio a destra.

particolare
Mantegna illustra i Re Magi tutti a capo scoperto in segno di rispetto mentre stanno porgendo i loro doni al Bambino. Mantegna descrive Gaspare come un giovane uomo nero.

Adorazione dei Magi, 1500 ca.,Andrea Mantegna, Paul Getty Museum Los Angeles
Mantegna l’artista che ha interpretato la prospettiva in modo, per lui, inusuale, in quest’opera accalca i personaggi affollando il dipinto. Gaspare indossa un turbate rosso e si contrappone a San Giuseppe dietro alla Vergine.

Adorazione dei Magi,1504,Albrecht Dürer, Galleria degli Uffizi di Firenze
Nella iconografia del tempo gli edifici che facevano da sfondo alla natività avevano un preciso significato: la nascita di Gesù era legata alla nascita del Cristianesimo, al tramonto dell’Ebraismo e la fine del paganesimo. Le rovine classiche, dunque, simboleggiano la distruzione del paganesimo.

Cappella Sacro Monte a Varallo Sesia, 1521 ca, Gaudenzio Ferrari
Il corteo dei Magi di Gaudenzio Ferrari, comprende i personaggi secondo i canoni iconografici che,dal Rinascimento in poi, hanno caratterizzato la rappresentazione dell’episodio del Vangelo di Matteo: gli abiti orientali, gli scrigni con i doni, uno dei tre Re Magi moro.

Adorazione dei Magi,1590 ca, Giovan Paolo Cavagna,Cattedrale di Crema
Verso la fine del ‘500 il modo di rappresentare opere religiose muta e invece di una chiarezza narrativa con personaggi ben delineati e distanziati, le tele si riempiono di personaggi, animali, strutture architettoniche che lasciano pochissimo spazio allo sfondo. Cavagna riprende tuttavia l’opera del Mantegna illustrando il Re moro con turbante rosso e abiti scuri.
MADONNE NERE
La spiegazione delle Madonne Nere é che sono state “affumicate” dal fumo delle candele, oppure che miracolosamente scampate ad incendi, restano annerite.
Tuttavia a Tindari, in provincia di Messina, è conservata la scultura lignea (in cedro del Libano) orientaleggiante, bizantina, databile tra la fine del secolo VIII e i primi decenni del secolo IX.

Sotto il trono, la scritta “Nigra Sum Sed Formosa” riprende la frase del Cantico dei Cantici 1,5, e 1,6, che significa sono nera ma bella.

Madonna di Loreto
L’attuale statua della Madonna di Loreto venne scolpita nel 1922 su legno del Libano, che non è scuro come l’ebano, ma venne colorata così per ricordare la statua precedente che si era bruciata l’anno precedente (1921).
Questa era meno scura, era stata fatta nel secolo XVI, con legno di abete rosso, e dipinta di un colore bruno, su imitazione di una icona dipinta su tavola (in legno) che era venerata da alcuni secoli prima.

La Orana Maria (Ave Maria), 1891–1892,Paul Gauguin, New York, Metropolitan Museum of Art (The MET)
Nel dipinto di Paul Gauguin Orana Maria viene sottolineata la ricerca della spiritualità incontaminata del popolo indigeno che deriva dal mito del buon selvaggio. L’angelo, a sinistra con ali gialle e viola, ci guida all’interpretazione cristiana.
SERVI NERI
Nell’iconografia europea il personaggio nero è spesso rappresentato come paggio o servo affiancato al loro “padrone”. Infatti, in pittura -come nella letteratura,si pensi a Robinson Crusoe-si insiste nel legame asimmetrico tra bianco e nero, dove il primo, dissolvendo il senso di colpa, si ritiene un benefattore.

Oculo CAMERA DEGLI SPOSI 1474 ,Mantegna, Mantova
Nella Camera degli Sposi a Mantova il bellissimo sfondamento prospettico sul soffitto fa apparire una personaggio nero e uno bianco in antitesi.
La serva nera ride con lo sguardo rivolto verso il basso mentre la padrona bianca volge seria il capo verso il cielo.

Velásquez.Il pasto a Emmaüs, La Mulata, 1620. Dublino, National Gallery, Irlanda
In profondità si intravede la scena evangelica, ma il taglio del dipinto con il primo piano della ragazza la pone protagonista. Tuttavia la posa curva e il viso malinconico ci pone l’interrogativo di quanto per lei possano essere lontane le parole di Cristo.

Ritratto di Elena Cattaneo,1623, Anton Van Dyck, National Gallery, Waschington
La gentildonna viene rappresentata intera occupando più dei tre quarti del dipinto verticale. Un giovane servitore moro sostiene un ombrellino rosso che, in contrasto con l’abbigliamento severo, fa risaltare i lineamenti del volto pallido.
OTELLO

William Blake | Othello and Desdemona, 1780 | Museum of Fine Arts, Boston
Otello è il personaggio della tragedia di William Shakespeare del 1604.
Nella cultura occidentale del ‘600 il colore bianco significava il bene, mentre il nero simboleggia il male. In Otello viene ribaltato questo concetto: oltre all’ingenuità dello stesso Otello in contrapposizione con la crudeltà di Iago si narra di Bianca che nonostante questo nome si guadagna da vivere vendendo il suo corpo.
William Blake è stato poeta, pittore e incisore inglese di fine Settecento e inizio Ottocento. L’opera di Blake fu sottovalutata ma oggi è considerata estremamente significativa nell’ambito della poesia e in quello delle arti visive.

Tranquillo Cremona, Otello e Desdemona,XIX secolo, Collezione Privata
Tranquillo Cremona è stato un pittore appartenente alla Scapigliatura lombarda insieme allo scultore Medardo Rosso e oggetto di studio di artisti per la natura sfatta delle sue opere al fine di fondere le figure con l’ambiente. Morì avvelenato per una intossicazione da piombo contenuto nel colore bianco che usava fondere con le dita.
SCHIAVI NERI

La nave negriera,1839–1840, William Turner, Museum of Fine Arts, Boston
Il soggetto del dipinto deriva da un fatto di cronaca: il comandante della nave, per l’avvicinarsi di un tifone e scarsità di viveri, ordinò all’equipaggio di gettare in mare più di cento schiavi africani ancora vivi .
La scelta del soggetto, accaduto mezzo secolo prima, fu un atto per sensibilizzare il pubblico sul tema della schiavitù, al tempo ancora attiva in America ed in altre grandi potenze.
Per rendere ancora più drammatica la scena Turner usa colori forti che incupiscono a sinistra in contrasto con la luce accecante al centro. il cielo si fonde con il mare agitato per rendere l’aspetto atmosferico e per sottolineare simbolicamente l’orrore dell’evento.

Francois Biard, The Slave Trade, 1840, Wilberforce House,Inghilterra
Francois Biard è un artista inglese molto impegnato a denunciare lo schiavismo attraverso le sue opere. Nel dipinto si sottolinea tutta la violenza e la barbarie dei bianchi, dal ricco colono sdraiato mollemente sino al mozzo con la maglia a righe, indifferenti verso la sofferenza di esseri umani rapiti, picchiati, umiliati, seviziati e ridotti in schiavitù.
LIVORNO
Per celebrare Ferdinando I e le vittorie del granduca dell’Ordine dei cavalieri di Santo Stefano sui corsari barbareschi, che imperversavano e razziavano le coste toscane, a Livorno c’è un particolare monumento.

Il monumento dei Quattro mori con la statua a Ferdinando I, 1595–1626, Giovanni Bandini e Pietro Tacca, Livorno
Il monumento tuttavia sembra dimenticare di celebrare Ferdinando I ponendo l’accento sulle sculture bronzee alla base.

particolare: il giovane nero
Tra i quattro mori tre sono turchi che portano l’umiliante rasatura al capo tranne per un ciuffo. La quarta statua mostra decisamente un giovane malinconico nero michelangiolesco.

particolare: i turchi schiavi
CONCLUSIONI
Vorrei concludere, senza commentare, con uno splendido ritratto e con una fotografia

Michelle Obama di Amy Sherald
Nata nel ’73, Amy Sherald, vive a Baltimora. nel ritratto della first lady mantiene tutti gli elementi dello suo stile: sfondo piatto, la pelle sui toni del grigio ( non essendo ne bianco ne nero è neutro sul piano razziale), il colore rinviato a pochi elementi dell’abito.

Kamala Harris
Kamala Harris è la nuova vicepresidente degli Stati Uniti
메타데이터
- post_id
- f0fcb60ef7ec
- slug
- la-questione-della-discriminazione-razziale-nellarte-f0fcb60ef7ec
- url
- https://medium.com/@paolamagni55/la-questione-della-discriminazione-razziale-nellarte-f0fcb60ef7ec
- canonical_url
- https://medium.com/@paolamagni55/la-questione-della-discriminazione-razziale-nellarte-f0fcb60ef7ec
- author_url
- https://medium.com/@paolamagni55
- status
- ok
- fetched_at
- 2026-08-30 22:54:14