La PA che c’è ma non si vede (e funziona!)
Di seguito i miei commenti all’articolo “Diventare invisibili per rendere possibile il governo aperto” di Marieva Favoino.
La PA che c’è ma non si vede (e funziona!)

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Di seguito i miei commenti all’articolo “Diventare invisibili per rendere possibile il governo aperto” di Marieva Favoino.
“Sogno un governo che risulta un facilitatore tanto fluido e senza frizioni da risultare praticamente invisibile”
Disse un uomo saggio, qualche tempo fa. 🤓
[..] l’accountability e l’ascolto per il miglioramento continuo avrebbero potuto risolvere molti dei problemi e delle inadeguatezze del sistema.
È il requisito di retroazione negativa.
Vennero creati servizi ‘angeli custodi’ (gli URP) con il compito di passare internamente la cultura della sostenibilità e della rendicontazione sociale nella catena del decidere, attuare e dare conto.
L’ultima parte, seppur molto compressa, mi suggerisce i concetti di metriche e trasparenza: un processo che riesce ad ”attuare e dare conto” si basa sulla presenza di metriche interne che aiutano nel processo di analisi qualitativa e quantitativa (introspezione) e che potenzialmente permettono di fornire un adeguato livello di trasparenza.
È importante considerare che la trasparenza non è a solo vantaggio dei cittadini ma risulta vitale anche all’interno della PA stessa.
[..] la difficoltà del costruire e mantenere aperto il dialogo.
Difficoltà strettamente legata alla necessità di coltivare costantemente il rapporto di fiducia tra cittadini ed istituzioni, a sua volta direttamente proporzionale al livello di trasparenza dei processi che l’istituzione è capace di erogare.
Abbiamo sottovalutato tutti, per primi i comunicatori pubblici, le implicazioni del 2.0 e delle connessioni che crea.
Un vuoto (online e/o offline) trova sempre qualche soggetto, anche al di fuori delle istituzioni, che lo riempie, non sempre con finalità e risultati condivisi.
I bisogni sono chiari: semplicità, prossimità, correttezza e completezza delle informazioni e dei dati, versionamento, monitoraggio e scrutinio costante delle scelte pubbliche.
Sebbene solo indirettamente e parzialmente toccato dall’ultimo punto, la trasparenza dei processi è forse uno dei più degni bisogni della lista.
Il metodo diventa importante tanto quanto il risultato finale, bisogna essere pronti a documentare le scelte, non temere i dati e prepararsi alle critiche, costruendo concreti racconti dei percorsi decisionali, anche in emergenza.
Questa merita di essere incisa sulla pietra e affissa in ogni ufficio comunale. ❤️
Non abbiamo bisogno di ‘leader eroi’, non sono la risposta.
👏
Abbiamo quindi bisogno [..] di tanta, tantissima contaminazione.
Un’evoluzione culturale che implica lasciarsi le paure alle spalle, come detto prima: ”non temere i dati e prepararsi alle critiche”.
I luoghi e gli strumenti di abilitazione della cittadinanza attiva sono sempre più online.
👏 L’online non è ovviamente l’unico luogo ma l’automazione delle informazioni e l’asincronicità dei processi comunicativi e di produzione dei dati che i contesti online abilitano, ben si sposano con la frammentarietà e l’eterogeneità delle disponibilità di tempo e delle competenze della cittadinanza attiva.
[..] i principi della efficienza ed efficacia dell’azione pubblica.
Di nuovo, METRICHE! Intellegibili e pubbliche. 🙂
Con coraggio e procedendo come chi parte da così lontano che non spera di arrivare, però parte.
Più importante del punto in cui ti trovi è la direzione che stai prendendo.
Al tempo stesso, bisogna dimostrare di voler intraprendere la direzione della sperimentazione e di abbandono dei timori delle critiche.
Il vero coraggio sta nel dare “a honest try”. 🙂
메타데이터
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