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AMARE / SI È SPENTO QUALCOSA / COSA MI SUCCEDE

questo è un flusso di pensieri che mi andava di pubblicare

Nicola Ferrari · 2026-05-21 07:55 · 0 claps · 3.9 min read
#amore #pensieri-sparsi #pensieri-e-deliri #vita
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AMARE / SI È SPENTO QUALCOSA / COSA MI SUCCEDE

questo è un flusso di pensieri che mi andava di pubblicare

Non riesco a trovare un titolo adatto, non mi interessa che sia SEO “friendly” o ste cose del genere. Alla fine è solo un flusso di pensieri.

Non riesco più ad amare. E non venitemi a dire che è solo un periodo, che passa, che arriva la persona giusta, o che sono troppo giovane, dai alla fine hai 26 anni, non farti questi problemi… ti dicono.

E io ogni tanto ci penso, perchè sono fatto così. Poi se guardo un piccolo lato positivo.. almeno ho qualcosa da scrivere..

Che poi cosa vuol dire la persona giusta? Penso sia una favola che raccontano ai creduloni per tenerli buoni, o almeno così è come la vedo io. Non credo e non ho mai creduto nei lieto fine, nel vissero felici e contenti, forse è un limite mio.

Non so di preciso come e perché è successo, ma so più o meno quando è successo. Quando ho sentito che mi mancava qualcosa, che quella scintilla non c’era più, quando ho iniziato a farmi mille domande e mille pare. Ho iniziato a sentire i primi colpi, prima un destro e poi un sinistro e io li fermo, accasciato a terra. Ho iniziato a sorridere a metà (forse una cosa che mi ha sempre caratterizzato, ma per un periodo ho nascosto), ho iniziato a farmi sempre più domande.

Come già detto non mi sono “rotto” un giorno a caso, ma ho iniziato a sentire che qualcosa si chiudeva sempre più in un guscio sempre più duro.

E il fatto è che non c’è stato nessun tradimento (forse sarebbe stato più semplice, almeno avrei avuto un “colpevole” da “odiare”). Invece è successo piano piano, all’inizio non ci ho fatto quasi caso, mi sono detto: magari è un periodo, magari sono stanco, magari passa, troppi pensieri sul lavoro, sull’università o sul futuro… non lo so.

Poi passa il tempo e mi sono accorto che non mi accendevo più, o almeno è successo due volte ma poi entrambe sono state una delusione.

Conosco una nuova ragazza, parliamo, si apre, ti cerca, prova ad entrare… e io?

Io resto lì, presente con il corpo, ma assente con la testa, con l’anima. La corazza si fa sempre più dura da scalfire… mi dico: calma, piano, non esagerare, non sentire troppo.

Il mio cuore diventa quasi il mio buttafuori, fa selezione all’ingresso e quasi nessuno passa, come se fosse un privè.

E non sto dicendo questo per sembrare uno sborone (termine tecnico), uno che se la tira. e neanche perché io non voglia sentire di nuovo quel fuoco, non voglia amare, anzi.

La paura mi blocca, il significato di “Amare”, mi ha sempre spaventato. Forse ho paura di quello che viene dopo, di tornare a quando inizio a dipendere da un’altra presenza, da una voce, da un’attenzione e riprendere tutto quel processo.

Ho paura di tornare vulnerabile e allora faccio la cosa più miserabile che un essere umano possa fare a sé stesso: mi nego ciò che desidero per non rischiare di soffrire. Mi tengo a distanza dalla possibilità di essere felice con un’altra ragazza, essere me stesso.

Poi sono tante le cause che hanno fatto creare questa situazione, una è sicuramente mentale ( in realtà sono pazzo… ma in fondo lo siamo tutti un po’ no?)… No a parte gli scherzi… sono esperienze passate che mi hanno portato delusioni, ragazze sbagliate, incontri sbagliati, tentativi andati a vuoto e messaggi lasciati in sospeso o ghosting (che ormai sembra normale nel 2026, ma di questo ne parlerò più avanti).

Non riesco più a lasciarmi andare, perché alla fine per sentire, sento ancora. Ci sono state ragazze che mi hanno colpito, che mi hanno smosso qualcosa, ma dentro di me è durato pochissimo.

Però quando nelle cuffie parte “We Don’t Believe What’s On TV” dei Twenty One Pilots e sento questa frase: “I used to say, ‘I wanna die before I’m old, But because of you, I might think twice”, ad un certo punto forse forse lo vorrei pensare anche io…

Invece per il momento parte il meccanismo di autodifesa ed è assurdo se ci penso. Perché nessuno in quel momento mi sta facendo del male, nessuno mi sta togliendo niente. Però mi comporto come se fossi sempre sul punto di perdere qualcosa. Come se l’amore nella mia testa fosse diventato, non una bella possibilità, ma un potenziale problema, una potenziale ferita, o dipendenza.. come vuoi chiamarla insomma.

Ho imparato a mie spese a rifugiarmi in un posto dove nessuna può ferirmi. Un posto sicuro, almeno così mi racconto.

Perché poi la verità è che qualcuno è riuscito comunque a entrare. C’è stata una ragazza, tempo fa. Una storia complicata, confusa, forse mai davvero chiusa. Era complicato. Forse troppo.

In ogni caso evito tutto ciò che potrebbe farmi sentire troppo, evito l’attaccamento, evito il troppo entusiasmo, evito il bisogno, evito quella dipendenza emotiva che all’inizio ha il sapore della felicità ma dopo può diventare una condanna.

Così mi muovo con il freno a mano tirato, anche se una ragazza mi piace davvero, anche quando dentro sento che potrei fidarmi. Anche quando una parte di me vorrebbe semplicemente lasciarsi andare.

Forse non è vero che non riesco più ad amare. Forse sono diventato così bravo a proteggermi/chiudermi da non lasciare più spazio a niente che gli somigli.

Non lo so forse sto esagerando.

Magari anche tu leggendo questo testo riconoscerai ciò che intendo. Oppure dici, vabbè Nick fatti meno pippe mentali. O anche vabbè sti cazzi.

Ma alla fine a pensare a tutto questo penso sia uscito un bel flusso di pensieri, no? In un certo senso sto bene anche quando scrivo.

Che poi, riprendo la pagina finale del mio libro.

Se sei arrivato fino a qui, probabilmente ti stai chiedendo: “Tutto questo è successo davvero?”

La risposta è sì. E anche, no.

Sono solo qualcuno che aveva bisogno di dire delle cose e non sapeva in che altro modo farlo.

Alcune di queste storie sono accadute. Altre no. Ma tutte sono vere.

E ora, la pagina è di nuovo bianca.

Significa che tu vai avanti.

E io, sparisco.


메타데이터
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