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Skyrim co’ Giuseppe Tonetto. Capitolo 11. Uno più dorme più gli viè da dormì.

Così come “Il cacciatore ubriaco” non è una birreria, “La giumenta bardata” non è un negozio di prodotti per cavalli e stalloni, ma…

Giuseppetonetto · 2026-01-15 10:42 · 0 claps · 4.1 min read
#skyrim #fanfiction #ait #ridere #series
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Skyrim co’ Giuseppe Tonetto. Capitolo 11. Uno più dorme più gli viè da dormì.

Così come “Il cacciatore ubriaco” non è una birreria, “La giumenta bardata” non è un negozio di prodotti per cavalli e stalloni, ma un’osteria per umani. A dirigere la baracca sembrerebbe esserci una ragazza madre. La figlia, una ragazzina vispa, a farle da garzona.

Mi siedo su uno sgabello, e pago tre monete per un’insalata di porri, rassegnato al fatto che non ho soldi per permettermi un letto.

  • Dov’è Dragonsearch? — domando alla donna;
  • Andate a trovare lo Jarl?
  • Già — bofonchio, mentre cavo un pezzettino di porro da una gengiva.
  • Non potete sbagliarvi, è l’edificio più in alto in tutta Whiterun

Ringrazio e, una volta finita la mia insalata, esco.

Individuo il palazzo più in alto. Intanto, continuo ad avere brividi per tutto il corpo.

“Spero di non essermi preso un qualche malanno”.

Faccio i numerosi scalini che mi portano nell’edificio che gode della vista migliore: Dragonsearch.

All’interno è molto ben riscaldato. Faccio ancora una ventina di gradini. Lo jarl è comodamente adagiato sul suo bel trono. Al suo fianco un consigliere pelato ed un guerriero barbuto, e un’ altra combattente donna con il volto da serpe. E’ lei la prima a notarmi e mi si avvicina senza fare alcun rumore di passi, pare che cammini sulle nuvole. Mentre la sto valutando come potenziale madre dei nostri figli semi rettiliani, improvvidamente sguaina la spada e me la punta contro:

  • Cosa è questa interruzione? Lo Jarl Balgruuf non vuole essere disturbato

Mi rigioco la carta Gerdur. E funziona.

Non appena lo Jarl sente quel nome, infatti, mi fa cenno di avvicinarmi a lui.

La serpe rinfodera la spada.

Ah mbè.

  • Conosco Gerdur, non è incline a follie o sciocchezze, che messaggio mi manda?
  • Helgen è stata distrutta da un drago — rispondo — e Gerdur è convinta che la prossima cittadina colpita potrebbe essere Riverwood
  • Sei sicuro che Helgen sia stata distrutta da un drago?
  • Signorsì — faccio io — io c’ero

A sto punto lo Jarl si rivolge al pelato:

  • Cosa mi dici Proventus? Irleth aveva ragione!

Il pelato lo guarda ma fa scena muta. Irleth deve esse invece la serpe, perchè vedo che si sente chiamata in causa:

  • Mio signore, dovremmo inviare delle truppe a Riverwood sùbito, è in pericolo.

Io mo mi ceco di sonno, ma faccio finta che ondeggiare sia un tratto della mia personalità.

Il pelatino stavolta reagisce, dice che se si mettono a pattugliare Riverwood poi lo Jarl di Falkenhart si fa venì i dieci minuti, perchè penserebbe che i soldati di Whiterun vogliano fiancheggiare Ulfric.

“Proprio un Vip, quell’Ulfric” — penso io.

Nel frattempo lo Jarl sbrocca e dice che non vuole sentì più niente, che invierà un distaccamento a Riverwood perchè non può starsene con le mani in mano mentre un drago si mette a volteggià a bruciapelo sui cittadini.

In tutti i sensi.

Irleth e Proventus il pelatino si congedano così dal loro re. Io rimango là con questo che mi fa i complimenti pe esse andato là di mia iniziativa e avè raccontato sta cosa del drago. Come segno di gratitudine mi appioppa n’armatura imperiale.

“Mi vedesse Treccina,” penso io “mi metterebbe in croce”.

Ma accetto. Però ancora non so’ libero, perchè lo Jarl mi fa:

  • Vieni vieni, ti faccio conoscere il mago di corte…”

E io, pe non fa il cafone davanti al re, lo seguo e zitto.

Mi accompagna, allora, in una stanza contigua al salone del trono. Lì c’è sto tipo magro magro magro che sta con una tunica lunga fino ai piedi e il cappuccio pure dentro casa:

  • Farengar — lo apostrofa — devi conoscere questa persona.

E indica me. Sto Farengar non ha manco un’ unghia spezzata mentre io puzzo come un cavallo in cattività, ma vabbè.

Fatto sta che questo incappucciato se ne esce che dovrei fa na commissione pe lui. Che dovrei andà a recuperà na tavoletta di pietra chiamata “pietra del drago”, che sarebbe na specie di mappa che indica i siti di sepoltura dei draghi.

  • E dove sarebbe questa tavoletta?
  • Nella sala centrale del Cumulo delle cascate tristi, conosci?
  • Si, ho capito dov’è

Gli dico “si, si, come no”. Che ci vado, eccetera.

Lo Jarl mi promette pure na bella ricompensa.

Ma in realtà voglio chiude la questione subito che mo c’ho urgenza di buttarmi sul letto.

Cioè le quindici ore di sonno di stanotte non sono servite.

Anzi, secondo me hanno fatto pure peggio.

Poi c’è sempre da considerà lo shock, eh.

Straniero in terra straniera, coi draghi, che non mi ricordo nulla del passato mio, oh, mica ciccioli.

Esco da Dragonsearch e faccio tutta la strada a ritroso fino a Riverwood. Ma stavolta niente corsetta, neanche footing anziano, che c’ho la milza che mi fa Giacomo Giacomo.

Arrivo che è notte fonda. Ma grazie al cielo sento parlare in casa di Gerdur. Allora mi faccio coraggio e busso.

  • Sono io
  • Io chi?

A rispondermi è Hod.

Sta avendo n’altra crisi delle sue, mi sa.

Tipo la prima sera: “Chi sei? che ci fai a casa mia? Cerchi guai?” dopo che c’eravamo conosciuti mezz’ora prima.

Fuori di testa proprio.

Co gli altri due, Treccina e la sorella che facevano gli gnorri, facevano.

Ma uno sa che quello c’ha i suoi problemi, uno avverte.

No che fa finta di niente e l’ospite se la deve vede lui.

Vabbuò io entro, poi quello che sarà sarà.

Vedi, uno pensa sempre male, si fa i problemi.

Invece brava gente questi della segheria. Ascoltano pazientemente il mio racconto dell’incontro con lo Jarl. C’è anche Treccina, che per qualche motivo procrastina continuamente la partenza per Windhelm, dove ci sarebbe sto famosissimo Ulfric, che per me rimane comunque pur sempre “l’imbavagliato”, perchè io è così che l’ho conosciuto.

Gerdur è soddisfatta della mia prima commissione per lei. Io le dico che dovrebbe buttarsi in politica, perchè fare il suo nome, a quanto pare, fa aprire tutte le porte.

Fa una fragorosa risata, e dopo quella chiedo loro se posso scroccare di nuovo da dormire.

Non prima di constatare, però, che Hod non ha nessuna crisi come la prima sera.

E’ solo molto mbriaco e quindi sragiona per quello.

Meno male, mi sono tolto na preoccupazione.

Sono tutti molto gentili, come dicevo, e si mostrano comprensivi anche quando dalla mia bisaccia rotola fuori un elmo da imperiale nuovo di pacca.

  • Non è mio! cioè, non lo voglio! Insomma, me l’ha regalato lo Jarl, ma lo rivendo, promesso.

Gerdur ride di nuovo, Treccina mi guarda con disgusto.


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