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“Per un pugno di euro dal FSC”: Il macabro show andato in scena al Grand Guignol di Bari

Un teatro dell’orrore tra i banchi del Consiglio Regionale: fondi scomparsi, promesse infrante, una strada che continua a uccidere e la…

Luigi Vecchiarino · 2024-12-13 17:02 · 1 claps · 6.0 min read
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“Per un pugno di euro dal FSC”: il macabro show andato in scena al Grand Guignol di Bari

Un teatro dell’orrore tra i banchi del Consiglio Regionale: fondi scomparsi, promesse infrante, una strada che continua a uccidere e la battaglia solitaria di Tutolo contro il silenzio della politica.

Il Grand Guignol fu un piccolo teatro nato alla fine dell’Ottocento nel quartiere Montmarte di Parigi, in cui venivano messi in scena brevi drammi contraddistinti da truculenti storie di vita quotidiana. Vari spettacoli incentrati soprattutto sulla potenza visiva delle immagini orrorifiche e sulla sofferenza degli innocenti, tramite rudimentali effetti speciali, con il solo scopo di suscitare un senso di angoscia e di orrore negli spettatori. Il teatro parigino passò alla storia al punto da entrare nei dizionari e ancora oggi si usa l’aggettivo “granguignolesco” per indicare una situazione reale o un’opera d’arte raccapricciante, macabra, orripilante. Il termine adatto per descrivere il cinico e truce dramma andato in scena la settimana scorsa nella sede barese del Consiglio Regionale della Puglia, in seguito alla diatriba insorta dal consigliere Tutolo sulla presunta scomparsa delle risorse del FSC per il completamento della famosa Strada Provinciale che collega Lucera a San Severo. Una vera e propria rappresentazione pseudo teatrale dai pessimi risvolti, lasciando alla platea — virtuale e non — un sapore di amara inquietudine, malgrado l’assenza di scene splatter. L’unico sangue intravisto è stato solo quello delle vittime — alcune molto giovani — che, più volte negli anni, ha macchiato l’asfalto di quella maledetta arteria stradale, ormai abbandonata a sé stessa. Il medesimo cruore calpestato nuovamente dalla classe politica e che continua a sgorgare da un enorme ferita inflitta a colpi di indifferenza.

Strada Provinciale n. 109 Lucera — San Severo

Strada Provinciale n. 109 Lucera — San Severo

Tutto ha inizio lo scorso venerdì 29 novembre quando il consigliere Regionale Antonio Tutolo ha annunciato, con un post su Facebook, il via libera al “Fondo di Sviluppo e di Coesione” tramite l’accordo firmato lo stesso giorno a Bari tra il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e la Premier Giorgia Meloni. Grazie al patto tra Governo e Regione, si garantivano 3 milioni di euro per il completamento dell’opera di consolidamento e risanamento del versante collinare del Castello di Lucera e altri 25 milioni per realizzare il tratto mancante, lungo 5 chilometri, della S.P. 109 tra Lucera e San Severo, ancora privo di messa in sicurezza con l’eventuale allargamento della careggiata. Un’arteria stradale, tristemente ribattezzata “la strada della morte” per via dei molteplici incidenti fatali, divenuta un tema importante per Tutolo ancor prima del suo esordio ufficiale in politica.

Ma come un fulmine a ciel sereno che squarcia il clima di soddisfazione e d’orgoglio personale, a distanza di pochi giorni dall’annuncio, il consigliere Tutolo ha appreso della perdita — o meglio dire, della scomparsa — improvvisa delle risorse governative destinate al completamento della Strada Provinciale. Di tutta risposta — coerente con il suo modus operandi che l’ha sempre contraddistinto — lo scorso 2 dicembre, il consigliere lucerino ha deciso di accamparsi in segno di protesta all’interno dell’aula consiliare della Regione Puglia, in presa diretta su Facebook.

Il consigliere regionale Antonio Tutolo durante la sua protesta all’interno dell’aula consiliare della Regione Puglia a Bari

Il consigliere regionale Antonio Tutolo durante la sua protesta all’interno dell’aula consiliare della Regione Puglia a Bari

“Fino a giovedì sera, quelle risorse erano presenti nel FSC ma poi sono scomparse e dirottate sicuramente verso altre opere” — ha affermato Tutolo in una delle sue tante live — “Chi è il responsabile di questo spostamento di fondi e dove sono stati destinati quei 27 milioni di euro che spettavano a quella importante arteria?” Domande precise del consigliere con ferme decisioni di proseguire con la protesta finché non sarebbero giunte risposte altrettanto limpide e trasparenti. Sono stati invece confermati da Tutolo, i fondi destinati al versante collinare della Fortezza Sveva-Angioina. Attualmente un’area in stato di dissesto che verrà riqualificata grazie al progetto “Parco delle Fornarci” diventando una risorsa per la comunità.

In molti hanno mostrato solidarietà al temerario consigliere regionale tra cui i vari componenti del suo gruppo “Per la Puglia” e i tutoliani della neo compagine “Per Lucera”. Immediata anche la presa di posizione di Giuseppe Pitta e di Lindya Colangelo, rispettivamente sindaco di Lucera e di San Severo, che hanno essenzialmente espresso all’unisono il loro stupore e la loro indignazione per l’improvvisa scomparsa del finanziamento per l’ultimazione della Provinciale 109, rimarcando la pericolosità del suddetto percorso stradale. “Chiediamo ufficialmente, a nome dell’intera vasta area del nostro territorio, — hanno scritto i primi cittadini — che siano tempestivamente utilizzate altre risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione per il completamento della strada he da decenni attende una risoluzione definitiva. È la giusta soluzione da noi individuata per venire incontro al grido di dolore e allarme delle nostre comunità”. Un intervento scialbo da parte del sindaco Pitta sebbene non ha perso occasione di pubblicare un post su Facebook datato 1 dicembre, — un giorno dopo l’annuncio del consigliere Tutolo — in cui ha cercato quasi di assumersi la “paternità” dell’intercettazione dei finanziamenti ministeriali.

L’instancabile protesta tutoliana è culminata con il consiglio regionale del 5 dicembre — già previsto qualche ora prima dell’insediamento di Tutolo in aula — mediante la richiesta del consigliere, in apertura dell’assise, sulla necessità di un dibattito sul tema del FSC. “Il consiglio regionale — ha esordito il consigliere Tutolo — è stato volutamente messo all’oscuro su questa misura che ha portato qui 6 miliardi di euro. Evidentemente siamo stati ritenuti dei ‘deficienti’ da non poter dare il nostro contributo su quello che serve per dare una possibilità di sviluppo per la Regione Puglia. L’elenco delle opere, a noi, è stato trasmesso dopo la firma”.

“La procedura di approvazione del FSC — ha replicato Emiliano — era in itinere da oltre due anni, e io avevo proposto al Consiglio di venirvi ad illustrare le linee guida che, ovviamente, erano suscettibili di discussione con il governo. Abbiamo trovato un punto d’incontro faticosamente, e dopo due anni d’attesa ora il Consiglio ne vuole discutere dopo che l’abbiamo firmato?”. “Discutere ex post di un accordo fatto e stipulato — ha proseguito il Governatore pugliese — è una cosa che non ha senso politico. Abbiamo chiuso in quella maniera e gli uomini e le donne d’onore si comportano come mi sto comportando io: si assumono la responsabilità di un accordo che il governo avrebbe potuto anche non fare con noi. La Puglia è stata rispettata”. “Seminare il panico — ha concluso il presidente di giunta — e dare l’idea che ci siano state trattative occulte non va bene. L’Fsc non è un bando ma un accordo politico. Fare la parte del moralista, Tutolo, non è onesto. Tu, della strada che ti interessa, non me ne hai mai parlato e non mi hai mai dato dettagli particolari.” L’accesa risposta del consigliere Tutolo non si è fatta attendere, rivendicando di aver sollecitato in precedenza chi di competente riguardo alle problematica della S.P. 109 e concludendo con la promessa di occupare la famosa “strada della morte” in segno di protesta.

Il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e il Consigliere Antonio Tutolo durante l’assise consiliare del 5 dicembre scorso

Il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e il Consigliere Antonio Tutolo durante l’assise consiliare del 5 dicembre scorso

È calato così il sipario di uno degli innumerevoli e terrificanti spettacoli dell’Amministrazione Emiliano presso il “Grand Guignol” di Bari. Si registra già il malcontento di diversi sindaci pugliesi che inveiscono contro la firma del FSC che ha stanziato miliardi di euro in maniera impropria. Ad esempio per la costruzione di università private e per il rifacimento di alcuni campi sportivi e di centri storici di svariati comuni “alleati”. Il “Fondo per lo Sviluppo e la Coesione” è lo strumento principale del governo italiano di finanziamento e attuazione delle politiche di riduzione degli squilibri economici e sociali sul territorio nazionale. Contrariamente a quanto affermato dal Presidente Emiliano durante la triste assise consiliare, definendo l’FSC un semplice “premio che il governo poteva anche non darcelo”, il suddetto fondo, in realtà, è un sovvenzionamento da assegnare alle regioni italiane “meno sviluppate” attuando grandi interventi strategici e strutturali mirati al risanamento del territorio. Riecheggia nell’aria la sensazione che sia stata sprecata l’ennesima chance per riqualificare la Regione Puglia.


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