[I libri del crepuscolo]: i consigli di ottobre
Ebbene sì, siamo arrivati alla fine del viaggio lungo un anno coi nostri consigli libreschi, ispirata dalla challenge letteraria di Ambra e…
[I libri del crepuscolo]: i consigli di ottobre

Ebbene sì, siamo arrivati alla fine del viaggio lungo un anno coi nostri consigli libreschi, ispirata dalla challenge letteraria di **Ambra e [Lucio](https://www.louchobi.it/2020/10/readingthedarkchallenge.html#ott)**.

Ogni mese un tema diverso, mettendo insieme le varie proposte senza mai perdere un appuntamento: ammettiamolo, non è stato facile. Spesso ci siamo concessi qualche acrobazia per consigliare dei libri a cui tenevamo, anche se magari rientravano nella tematica con un po’ di fantasia. Ci siamo divertiti e speriamo di avervi consigliato bene. Non ci dispiacerebbe avere qualche feedback!
E quindi, di cosa tratta il tema del mese di ottobre? Ovviamente è il mese in cui ci si prepara alla festività più interessante dell’anno per gli appassionati dell’horror, ovvero Halloween. Di seguito troverete i nostri consigli in merito a:
UN H/WE/GO CHE ABBIA A CHE FARE CON SPETTRI, FANTASMI, DEMONI O SPIRITSMO!
Pronti per quest’ultima carrellata? Si parte!
Il consiglio di Kara Lafayette:
**Decluna, di Federica Leonardi. Edito da [Moscabianca Edizioni](https://www.moscabiancaedizioni.it/)**.
L’autrice, proprietaria dell’interessantissimo blog **Letture Pericolose**, scrive un romanzo dell’orrore che possiamo ascrivere al folk horror per ambientazione, atmosfere e tematiche. Decluna è una cittadina immaginaria italiana, descritta benissimo dall’autrice, tanto che è molto semplice visualizzarla in testa.
Sinossi: Italia, anni Novanta. Alba ha trent’anni e si barcamena tra lavori poco impegnativi e relazioni che non durano a lungo. Era poco più che una bambina l’ultima volta che ha visto sua madre, Camilla. Tutto ciò che ricorda di lei è il momento in cui l’ha lasciata, con la promessa di fare ritorno. Ma Camilla non è mai tornata e, con il passare del tempo, Alba ha smesso di aspettarla. Fino al giorno in cui una telefonata rimette tutto in discussione.
Partita alla volta della città di Decluna per ricostruire gli ultimi anni di vita di sua madre e tentare di dare un senso alla sua inspiegabile assenza, Alba si troverà catapultata in un paese fuori dal tempo, abitato da una comunità chiusa, incentrata su culti arcaici e segreti.
Mentre la città si prepara per festeggiare la propria santa, Alba si addentrerà sempre più a fondo nel mistero di sua madre, la cui esistenza sembra legata a filo doppio con quella di Decluna, e sarà costretta ad affrontare gli spettri del passato e gli incubi del presente nel disperato tentativo di sottrarsi a un destino già segnato.
Il romanzo è scandito dalle lettere di Camilla — mai ricevute dalla figlia — e dal punto di vista di Alba, donna scontenta e infelice, nonostante la relazione sentimentale con Elena: si sente spesso un peso, è sulla difensiva più o meno sempre, soffre della mancanza di radici. Scoprire della morte di sua madre che l’aveva abbandonata la scombussola, ma non esita ad accettare l’invito di Bruno, strano individuo che le propone di ospitarla in uno degli appartamenti che affitta, cosicché lei possa partecipare al “funerale”. Alba parte per Decluna, cittadina abbarbicata non si sa bene dove. Conoscere gli abitanti del luogo e, soprattutto, i loro usi e costumi, sarà un’esperienza estrema. Un po’ come per Dani in Midsommar.

Decluna è un libro ben scritto, scorrevole e dinamico. Fino a oltre metà testo la tensione è palpabile, si capisce che è tutto loschissimo, anche alla luce del sole. Mai fidarsi di certe tradizioni composte da rituali bizzarri, perché è ovvio che lo scopo ultimo sarà come minimo nefasto per qualcuno. Il bello di questa storia è che sai che ciò succederà, ma non come e nemmeno quando, esattamente. E quando succede, è un tripudio di orrore strabiliante.
244 pagine di folk horror particolarmente weird, dove culti magici, sante e natura si intersecano in un modo impressionante.
“I rami dell’olmo curvavano verso il basso, appesantiti da dozzine di corpi impiccati, alcuni dei quali ancora si contorcevano e scalciavano in preda all’agonia. Uomini e animali, interi e fatti a pezzi. Dai ventri squarciati sangue e viscere e umori colavano verso il basso come da frutti troppo maturi; colavano verso i fedeli dalle maschere di animale radunati sotto l’albero, si impastavano al terreno e lubrificavano la corteccia che pulsava, pulsava come un cuore vivo.”

Copertina a colori meravigliosa
Il consiglio di Davide Mana:
**The Collected Ghosty Stories of E.F. Benson**. Il libro purtroppo non c’è in italiano, ed è un peccato.
Autore ingiustamente dimenticato nel nostro paese, il prolificissimo Benson ha all’attivo centinaia di titoli, e se la sua fama in patria si basa soprattutto sulle commedie di costume (la serie di Mapp & Lucia), la sua produzione in campo orrifico è di livello altissimo, ed alla pari coi lavori di M.R. James e Oliver Onions.
Il volume della Wordsworth rende disponibili in un solo tomo tutti i racconti di fantasmi di E.F. Benson, ed è un titolo indispensabile per la biblioteca di un appassionato di horror.
“Il villaggio di Maxley, dove l’estate e l’autunno scorso hanno avuto luogo questi strani eventi, si trova su un altopiano del Sussex ricoperto di erica e pini. In tutta l’Inghilterra non si poteva trovare una situazione più dolce e più sana. Se il vento soffia da sud, viene carico degli aromi del mare; ad est alte vette lo proteggono dalle inclemenze di marzo; e da occidente e da nord le brezze che lo raggiungono percorrono miglia di foresta aromatica ed erica. Il villaggio stesso è abbastanza insignificante in termini di popolazione, ma ricco di amenità e bellezza. A metà dell’unica strada, con la sua carreggiata larga e ampi prati ai lati, si erge la chiesetta normanna e l’antico cimitero da tempo in disuso: per il resto ci sono una dozzina di piccole e tranquille case georgiane, in mattoni rossi e a finestre lunghe, ciascuna con un quadrato di giardino fiorito davanti, e una striscia più ampia dietro; una ventina di negozi e un paio di dozzine di cottage con il tetto di paglia appartenenti a lavoratori nelle proprietà vicine, completano l’intero gruppo delle sue pacifiche abitazioni. La pace generale, tuttavia, è tristemente rotta il sabato e la domenica, perché ci troviamo su una delle strade principali tra Londra e Brighton e la nostra strada tranquilla diventa una pista per automobili e biciclette volanti.”

Il consiglio di Domenico Attianese:
La saga dei Cenobiti di Clive Barker, per quanto sia più famosa nella cultura pop come saga cinematografica, ha preso la vita da un libro: **The Hellbound Heart (Schiavi dell’Inferno, in Italiano)**. Lì presero la vita per le prima volta i Cenobiti e lì prese la vita, in maniera molto più marginale che nella saga cinematografica, anche Pinhead. Pinhead che, invece, è il protagonista indiscusso dei “Vangeli di Sangue”, seguito uscito a quasi trent’anni di distanza dal precedente e che se ne distanzia anche da ogni punto di vista; I Vangeli di Sangue è splatter, è horror, ma è anche dark fantasy e punta tutto sulla fisicità più che sulla filosofia. Se i Cenobiti del primo libro e dei film erano dei demoni che punivano i peccatori, qui c’è solo Pinhead che attraversa Terra e Inferno, che accumula conoscenze e incantesimi per un solo e unico fine: diventare il Signore assoluto del Male.
“Adorava farsi crocifiggere durante il solstizio d’estata e quello d’inverno”, gli spiegò la donna. Poi ascoltò l’invisibile presenza che aggiunse qualche dettaglio alla storia. “Una crocifissione e un bel pompino. Il Paradiso in Terra”
“Tutto è morte, donna. Tutto è dolore. L’amore porta con sé soltanto la perdita. La solitudine conduce al dolore. Non importa cosa facciamo, saremo comunque sconfitti. La nostra unica, vera eredità è la morte. E il nostro unisco lascito, la polvere”

Il consiglio di Bruno Bacelli:
In **L’Età Sottile** di Francesco Dimitri il giovane Gregorio studierà come apprendista di un mago… ma non ci sono le atmosfere alla Harry Potter. Avrà a che fare con spettri ed evocazioni delle anime dei morti, e in una di queste dirà addio a una persona molto cara.
“Non ho mai smesso di volerle bene; se ora la vedessi davanti a me, sedicenne e viva come solo lei sapeva essere, non mi stupirei. La parte di me che le voleva bene avrà sedici anni per sempre.”

I consigli di:
***gennaio***
***febbraio***
***marzo***
***aprile***
***maggio***
***giugno***
***luglio***
***agosto***
***settembre***
Nota: questo articolo contiene dei link commerciali verso delle pagine Amazon e altri store.
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