Menomale che il PinQua c’è.
Leggendo la proposta di delibera con la quale si chiede di modificare il piano delle opere pubbliche visti i nuovi finanziamenti in arrivo…
Menomale che il PinQua c’è.
Leggendo la proposta di delibera con la quale si chiede di modificare il piano delle opere pubbliche visti i nuovi finanziamenti in arrivo, mi viene in mente un animale, un rettile, il camaleonte.
Perché vi domanderete voi il camaleonte? Cosa c’entra con alcune opere che il Comune intende realizzare?
C’entra perché se noi leggiamo gli interventi principali legati al PinQua (figlio del PNRR) e pensiamo a quello che importanti esponenti di questa amministrazione hanno fatto negli anni che ci hanno preceduto, l’immagine che mi viene in mente è quella del camaleonte, cioè di un animale mutevole che cambia opinione a seconda di come soffia il vento, che è capace di dire tutto e il contrario di tutto, è capace di sostenere una cosa e poi realizzare il contrario.

Perché dico questo, perché vedo che gli interventi principali sono legati al PinQua cioè il piano innovativo del governo italiano per finanziare interventi di riqualificazione di ricucitura del tessuto urbano. Sapete da dove vengono i fondi del PinQua? Se avete letto le cronache delle settimane scorse o i link sopra, vedrete che provengono dal PNRR un grande piano di finanziamento concordato e approvato dall’Unione Europea, ovvero da quell’ente, l’Europa la cui bandiera il 31 marzo 2020, se non erro, il nostro attuale sindaco tolse platealmente dal Municipio.
Ecco, la mia curiosità di natura politica è capire che cosa pensa in questo momento il Sindaco quando ci chiede di votare un grosso intervento grazie ai fondi dell’Unione Europea, ecco che cosa pensa rispetto a quel gesto, a quel togliere quella bandiera che oggi dovremmo solo che ringraziare.
Noi oggi se avessimo una coerenza politica e non fossimo appunto un po’ come quell’animale che muta colore a seconda delle circostanze, ovvero il camaleonte, dovremmo ringraziare quella bandiera e deplorare tutti insieme il gesto con cui il sindaco invece la tolse. Perché altrimenti noi oggi non saremmo qui ad approvare sostanzialmente interventi grazie a un’idea del Governo e ai fondi del PNRR.
Il PinQua non è una cosa anche solo grossetana, sono stati utilizzati mi pare ben 2,82 miliardi, per finanziare questo piano con i soldi del PNRR.

Credo che il gesto del sindaco sia difficilmente difendibile, ma data la solidarietà di molti esponenti dell’attuale maggioranza, e dato che un noto esponente della Lega grossetana come Pacella, in Consiglio Comunale, si è detto pronto a ripetere il gesto e anzi, ad aiutare anche il sindaco appena ce lo vorrà riproporre, li invito anche qui, in questa sede, a ripeterlo di nuovo, visto che nel camaleonte non vogliono rassomigliarsi.
[cliccando qui, trovi il mio intervento in Consiglio Comunale in risposta]
Poi come non pensare invece per esempio, sempre riguardo a una parte di questi interventi del PinQua, alla cosiddetta greenway di via de’ Barberi, a tutte le argomentazioni che l’assessore al PEEP Rossi utilizzava per cercare di, come dire, nascondere il fallimento e l’incapacità di utilizzare ormai già 4–5 anni fa i fondi del piano casa nazionale su quell’area.
Allora si diceva che non era possibile perché i lotti e dove insistono gli scheletri del complesso di via de’ Barberi erano del Consorzio Etruria che era liquidazione, oggi miracolosamente invece questo intervento viene fatto. All’epoca si sosteneva che non era possibile realizzare e recuperare le aree, e oggi invece sì, di fatto si dà il via libera per recuperarle.
Anche qui qui una grossa capacità di cambiare argomenti, cioè di sostenere con una invidiabile impassibilità e nonchalance tutto il contrario di tutto.
Certamente da un punto di vista politico da un lato vi apprezzo per questa vostra capacità di sostenere tutto e il contrario di tutto, dall’altro credo che sia difficile non poter evidenziare questo dato e farne oggetto di considerazione politica.
Ecco, il dato politico oggi è questo, al di là degli interventi che voi proponete di fare, una parte dei quali sicuramente sono interessanti e importanti, ripeto grazie all’Europa e al Governo. Però ecco mi piacerebbe di tornare a un tempo in cui ci si assume la responsabilità politica di quello che si fa, che non si compiano scelte con leggerezza o che comunque quando si compiono poi si ha anche il coraggio di dire che probabilmente si è seguito il vento in quel momento.
Perché comunque si è fatto qualcosa che resta, e non è indifferente nella valutazione dei comportamenti e nella formazione delle idee da parte dei cittadini.
메타데이터
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