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Anziani e trasporto pubblico a Genova: un viaggio sempre più difficile

Tra digitalizzazione, rincari e disservizi, per molti over 70 muoversi con i mezzi AMT è diventato sempre più complicato. Il diritto alla…

Riccardo Belfiore · 2026-04-24 15:38 · 0 claps · 2.8 min read
#genova
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Anziani e trasporto pubblico a Genova: un viaggio sempre più difficile

Tra digitalizzazione, rincari e disservizi, per molti over 70 muoversi con i mezzi AMT è diventato sempre più complicato. Il diritto alla mobilità rischia di trasformarsi in un ostacolo quotidiano.

AMT, dopo la richiesta di fallimento, ha dovuto creare un nuovo tariffario

AMT, dopo la richiesta di fallimento, ha dovuto creare un nuovo tariffario

A Genova, città tra le più anziane d’Europa, il trasporto pubblico rappresenta molto più di un semplice servizio essenziale per la vita quotidiana. Per molti anziani è l’unico mezzo per raggiungere ospedali, fare la spesa o mantenere una rete di relazioni. Eppure, negli ultimi anni, muoversi con i mezzi AMT è diventato sempre più complicato.

La digitalizzazione e le difficoltà economiche

Tra i problemi principali segnalati c’è la digitalizzazione dei servizi: il rinnovo degli abbonamenti e l’accesso alle agevolazioni richiedono sempre più spesso procedure online, come può essere il rinnovo o l’acquisto del primo abbonamento. Sono strumenti non sempre accessibili per chi ha poca dimestichezza con la tecnologia e, il risultato, sono code fuori dagli uffici dell’azienda del trasporto locale e una crescente sensazione di smarrimento.

A questo, si aggiunge anche la questione economica, dove le modifiche alle tariffe hanno ridotto la platea di chi platea di chi può usufruire delle gratuità: oggi conta il reddito, e non tutti gli over 70 rientrano nei parametri richiesti. Una scelta che, secondo diverse associazioni, rischia di penalizzare proprio chi vive con pensioni modeste ma supera di poco le soglie previste.

Attese e disservizi quotidiani

Autobus affollati, attese lunghe e corse irregolari. Il vero banco di prova del trasporto pubblico è la qualità dell’esperienza quotidiana. A Genova, prendere un autobus significa sempre più spesso fare i conti con attese imprevedibili, mezzi affollati e una generale sensazione di incertezza.

Uno dei problemi più segnalati riguarda i tempi di attesa. Le tabelle indicano orari precisi, ma nella pratica le corse possono subire ritardi significativi o, in alcuni casi, saltare del tutto. Non è raro che un autobus previsto non passi, costringendo gli utenti ad aspettare la corsa successiva, che può arrivare anche dopo venti o trenta minuti. Una situazione che, per chi ha impegni medici o difficoltà a stare in piedi a lungo, diventa particolarmente critica.

Il bus 477, partito da Molassana, sovraffollato

Il bus 477, partito da Molassana, sovraffollato

A complicare ulteriormente la situazione è il sovraffollamento, soprattutto nelle ore di punta ma non solo. Alcune linee che attraversano quartieri popolati o collegano zone periferiche al centro, registrano un numero di passeggeri superiore alla capienza ideale. Per gli anziani, questo significa dover viaggiare in piedi, spesso senza appigli sicuri, o rinunciare del tutto a salire.

La voce di chi vive il problema

A raccontare queste difficoltà è Antonio, 84 anni, residente nel quartiere di Marassi:

<<Prendo l’autobus quasi tutti i giorni per andare in ospedale a fare le analisi del diabete o a fare la spesa. Prima era più semplice, adesso ogni volta è un problema. Per rinnovare l’abbonamento mi hanno detto di farlo online e per fortuna ci sono i miei nipoti perché io non sono capace. Molti miei amici del circolo che frequento sono dovuti andare allo sportello e hanno fatto più di un’ora di coda>>.

Antonio parla anche delle attese:

<<A volte sto alla fermata venti minuti, poi arrivano due autobus insieme, ma sono pieni e faccio fatica a salire. Non è facile quando hai una certa età>>.

L’inclusione sociale e un diritto da garantire

La sua è una testimonianza che riflette una realtà diffusa. Il trasporto pubblico, da strumento di autonomia, rischia di diventare un ostacolo quotidiano per una parte significativa della popolazione. Il tema, quindi, non riguarda solo l’efficienza del servizio, ma anche l’inclusione. In una città che invecchia rapidamente, garantire un accesso semplice e dignitoso ai mezzi pubblici significa tutelare la qualità della vita degli anziani. Per molti genovesi, oggi, prendere l’autobus non è più un gesto automatico: è un piccolo percorso a ostacoli che mette alla prova pazienza, autonomia e, spesso, anche la dignità.


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