Tra fari romani, Azulejos e mantelli neri
Road trip dalla Galizia al cuore del Portogallo
Tra fari romani, Azulejos e mantelli neri
Road trip dalla Galizia al cuore del Portogallo

Le vetrate di La Coruña
Il nostro road trip prosegue verso sud, lasciandoci alle spalle le scogliere asturiane per immergerci in una Galizia che sa di sale e di storia, prima di varcare il confine portoghese. È un procedere lento, scandito dal ritmo delle strade statali e dalle scoperte che solo un viaggio in auto sa regalare.
Giorno 7: A Coruña, dove l’oceano abbraccia la storia
Il capoluogo della Galizia ci ha accolto con un dinamismo sorprendente, una ventata di energia che ci ha subito conquistato. Questa città moderna, con il suo skyline che si staglia contro il cielo, non dimentica affatto le sue antiche radici romane, testimoniate dai resti archeologici che si intrecciano con la vita quotidiana. Vive in una simbiosi perfetta con l’oceano Atlantico, le cui onde si infrangono sulla costa rocciosa, creando un’atmosfera di pace e serenità. Abbiamo dedicato l’intera giornata al Paseo Marítimo, un percorso mozzafiato di tredici chilometri, il più lungo d’Europa, che si snoda lungo la costa, offrendo panorami spettacolari e un’esperienza di camminata indimenticabile. Ogni passo ci ha permesso di apprezzare la bellezza del paesaggio, la forza del mare e la vivacità di questa città affascinante.
Contrariamente alle aspettative di nebbia e vento, A Coruña ci ha regalato una giornata di sole splendente. La nostra passeggiata è iniziata dalla Playa del Orzán, una distesa di sabbia dorata dove i surfisti sfidano già le onde del mattino, per poi raggiungere lei: la Torre di Hércules.



Questo faro, costruito dai romani tra il I e il II secolo, non è solo un’opera d’ingegneria, ma un concentrato di miti. La leggenda narra che Ercole, dopo aver sconfitto il gigante Gerione, ne seppellì la testa proprio qui, ordinando la costruzione della torre. Ma c’è anche un filo rosso che lega questo luogo all’Irlanda: si dice che il re celtico Breogán costruì la torre e che suo figlio Ith riuscì a scorgere le coste irlandesi dalla sua cima. Atmosfera da finis terrae pura, anche se non siamo riusciti a visitare l’interno per mancanza di prenotazione (un consiglio: muovetevi in anticipo!).
La serata è trascorsa tra le vetrate tipiche dell’Avenida Marina e una cena autentica a base di polpo e vongole da Mesón Arume, una piccola gemma che da sola vale la sosta in città.
Giorno 8: Il ritorno a Santiago e l’eleganza di Pontevedra
Lasciamo A Coruña percorrendo la statale N 550. Il paesaggio è un saliscendi continuo tra borghi decorati da murales, come Ordes, avvolti dalla tipica nebbia galiziana che abbassa la temperatura a 9 gradi.
Tornare a Santiago di Compostela dopo 27 anni è stato un colpo al cuore. La città è più curata, rinnovata, ma inevitabilmente più caotica. La spiritualità della Cattedrale deve oggi lottare con il vociare dei turisti, e quel portone principale ormai chiuso toglie un pizzico di magia all’ingresso. Resta comunque un luogo che vibra di un’energia unica.



Proseguendo verso sud, ci siamo fermati a Pontevedra, una città che ci ha riservato una piacevole sorpresa. Il suo centro storico è un vero gioiello, un intreccio elegantissimo di viuzze medievali che si snodano come un labirinto affascinante, tra case in pietra che raccontano storie di secoli passati e piazze porticate che offrono riparo dal sole e un’atmosfera vivace. L’aria è impregnata di un profumo di mare e di storia, e si respira una qualità della vita altissima, palpabile in ogni angolo della città. Abbiamo pranzato alla Taverna Ruas, un locale incantevole situato nel cuore delle Rías Baixas, dove abbiamo gustato chipirones e zamburiñas, prelibatezze del mare che hanno deliziato il nostro palato. Dopo questo pranzo rigenerante, abbiamo puntato decisi verso il Portogallo, con il cuore pieno di ricordi e la voglia di scoprire nuove meraviglie.


L’arrivo a Porto è stato accolto da una pioggerella insistente, sottile ma capace di velare di grigio le strade lastricate e di riflettere le luci dei lampioni come piccole stelle tremolanti sull’asfalto bagnato. Alloggiamo a Vila Nova de Gaia, sulla sponda opposta del Duero, nonostante il cielo coperto e la pioggerella ostinata, la curiosità ci ha spinti a uscire subito per una prima esplorazione.
Abbiamo attraversato il livello superiore del maestoso Ponte Dom Luís I, sospesi tra le nuvole basse e le acque verdastre del Duero, sentendo sotto i passi il leggero tremore della struttura in ferro. Ogni passo ci avvicinava alla Ribeira, cuore pulsante della città, dove i colori delle facciate sembravano sfidare la malinconia del tempo, e il profumo di caffè caldo e di mare si mescolava nell’aria, promettendo il fascino di una giornata, la prossima, tutta da scoprire.
Giorno 9: Porto, tra fascino decadente e overtourism
Porto è una città di contrasti. La giornata è iniziata sotto una pioggia fine che inzuppa le ossa, ma che non ci ha impedito di esplorare le cantine di Vila Nova de Gaia. Qui i nomi dei grandi produttori di Porto si susseguono come in un catalogo di vini pregiati.
Attraversando il ponte progettato da un allievo di Eiffel, ci siamo immersi nella Ribeira dove, per fortuna, la pioggerella fastidiosa ha smesso di cadere. Devo essere onesto: la città è bellissima, ma sta soffrendo terribilmente per l’overtourism. Il quartiere è diventato forse troppo commerciale, perdendo parte di quell’autenticità che cercavamo. Tuttavia, ci sono angoli che restano dei santuari. Uno è la Manteigaria: mangiare i loro pastéis de nata caldi, accompagnati da un bicchierino di Ginja, è un’esperienza quasi mistica.


Punti imperdibili? La stazione di São Bento, un vero gioiello architettonico, ci ha accolto con i suoi azulejos, capolavori di ceramica che raccontano storie di un tempo. Nonostante i cantieri della metro, che un po’ disturbano la vista, la bellezza di questi pannelli dipinti non può essere offuscata. Un’esperienza visiva unica, che merita una visita.
Proseguendo il nostro tour, ci siamo imbattuti nel Mercado de Bolhão, un mercato vibrante e colorato, un tripudio di profumi e sapori. Ordinato e vivace, ha un’atmosfera quasi “boutique”, con bancarelle che espongono prodotti freschi e tipici della regione. Un’esperienza sensoriale che ci ha permesso di immergerci nella cultura locale.
Per il pranzo, abbiamo trovato rifugio da Ora Viva, una piccola trattoria familiare che ci ha conquistato con la sua cucina genuina. L’oste, un simpatico signore che parla un po’ d’italiano, ci ha accolto con calore e ci ha consigliato il suo piatto forte: l’arroz con mariscos. Un risotto di mare delizioso, ricco di pesce fresco e sapientemente condito, che ci ha lasciato un ricordo indelebile. Un’esperienza culinaria che ci ha fatto sentire come a casa.



Giorno 10: Coimbra e la magia dei mantelli neri
Lasciamo il grigiore di Porto per ritrovare il sole a Coimbra. Se Porto è il commercio, Coimbra è il sapere. La città si arrampica su una collina dominata dalla sua Università, una delle più antiche al mondo (patrimonio UNESCO).
Camminare per Coimbra significa fare un salto nel tempo: gli studenti si muovono agili tra i vicoli indossando i tradizionali mantelli neri (traje académico). È un’immagine potente, quasi cinematografica. Sapevate che J.K. Rowling ha vissuto a Porto negli anni ’90 e si è ispirata proprio a queste divise e alle tradizioni accademiche portoghesi per creare il mondo di Harry Potter? Hogwarts ha radici molto più lusitane di quanto si pensi.




Oltre all’Università, con le sue antiche facoltà e i cortili pieni di studenti, abbiamo visitato la Sé Velha, la cattedrale vecchia, che ci ha accolto con il suo imponente portale romanico e lo splendido chiostro silenzioso, dove il profumo delle pietre antiche si mescolava al canto lontano degli uccelli. Poi ci siamo diretti alla chiesa di Santa Croce, un vero tripudio di azulejos colorati, che illuminavano le navate con riflessi azzurri e dorati, mentre il profumo di cera e incenso evocava secoli di devozione.
Un plauso speciale va alla logistica: il parcheggio del Convento San Francisco si è rivelato una piccola gemma urbana, gratuito, coperto e a due passi dal centro storico. Dopo ore passate tra vicoli e monumenti, ritrovare l’auto lì è stato come un miraggio per chi viaggia in macchina, senza stress e senza perdite di tempo.




Concludiamo la giornata in bellezza con una cena squisita in un’atmosfera incantevole, appena fuori città. Il Palácio São Silvestre, un raffinato boutique hotel che ci ha riservato un upgrade inaspettato, ospita anche un ristorante interno di altissimo livello. Qui, i sapori della tradizione portoghese vengono reinterpretati con maestria in chiave gourmet, offrendo un’esperienza culinaria indimenticabile.
Prossima tappa: il richiamo del Mediterraneo ci aspetta. Pronti a scendere verso sud?
Abbiamo soggiornato:
- AC Hotel A Coruña — **Valutazione** 3/5
- B&B HOTEL Porto Gaia — Valutazione 5/5
- Palácio São Silvestre Boutique Hotel — Valutazione 5/5
Alcuni posti dove abbiamo mangiato:
- Mesón Arume — **Valutazione** 5/5
- Taverna Ruas** — [Valutazione](https://maps.app.goo.gl/V2U218Ue4c6yWD9x9)** 4/5
- Ora Viva — Valutazione 5/5
- Ristorante Patavium (interno al Palácio São Silvestre) — **Valutazione** 5/5
- Arcada Comes e Bebes — Valutazione 5/5
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- 2026-07-14 08:59:03